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  • Serena Votano

Vantaggi di viaggiare in treno, Antonio Orejudo

«I sognatori li riconosci: sono quelli che si siedono dalla parte del finestrino.»

Se l’autore di questa citazione è anonimo, non si può dire lo stesso della frase che più di tutte contraddistingue le persone che si permettono ancora il lusso di sognare. E tra i tanti mezzi di trasporto, Antonio Orejudo ha scelto di parlare proprio dei Vantaggi di viaggiare in treno (Polidoro Editore, 2022).

Quante volte il nostro sconosciuto compagno di viaggio, vicino di posto o di carrozza, ci ha permesso di fantasticare, idealizzare sul suo presente. Negli anni capita sempre meno di incontrare persone disposte a raccontarsi, ma cosa succederebbe se, d’improvviso, qualcuno vi chiedesse: «Vuole che le racconti la mia vita?». È uno psicopatico? Uno scocciatore? No, è l’inizio del cambiamento.

«Il mio nome è Ángel Sanagustín» dice. «Sono psichiatra e lavoro nella clinica dove ha appena ricoverato suo marito. L’ho vista lì questa mattina.»

È l’incontro fortuito.


Vantaggi di viaggiare in treno, la trama


Lo psichiatra Ángel Sanagustín decide di raccontare a Helga, un’agente letteraria, la sua analisi sulla schizofrenia e la malattia mentale in relazione alla scrittura. Un esempio marcato è la storia di Martín Urales de Úbeda, un ex soldato diventato paranoico che vive in una casa sommersa di rifiuti a Galapagar, nei pressi di Madrid.

Ma è soltanto uno dei casi, dei pazienti con cui ha avuto a che fare e di cui ha deciso di scrivere, li raccoglie tutti in una cartellina rossa che stringe sulle gambe. Doppie vite, pazienti paranoici, disturbi della personalità che portano a non riconoscere più il confine tra realtà e finzione.

L’incontro tra i due non sembra essere del tutto opera del caso, o del caos, sembra più un brutto scherzo del destino. Perché Helga, in tutto ciò, è di ritorno a Madrid dopo aver portato in clinica il marito. Un giorno è rientrata a casa e lo ha sorpreso intento a frugare con un bastoncino nelle proprie feci.

Non solo. La mente e la passione per la letteratura hanno tutta l’aria di essere i compagni perfetti di un viaggio. Ma danno realmente la possibilità di essere felici?


Ci pensi, in tanti cambiano città e partner mille volte, e poi altre mille, e in nessuno di questi cambiamenti trovano la condizione letteraria della felicità, ma si imbattono sempre nella propria malinconia.

L’incontro si fa ancora più interessante quando, a una fermata, con la scusa di andare a comprare qualcosa da mangiare, lo psichiatra non fa ritorno. Il treno riparte ed Helga rimane spaesata, abbandonata. Lei e la sua cartellina rossa contenente racconti di casi clinici.


L’analisi sulla finzione


Quante volte mi sarebbe piaciuto avere di fronte l’autore per chiedergli di spiegarmi meglio un passo o per suggerirgli di stare zitto.

In una riflessione molto salingeriana, Antonio Orejudo riassume la primaria sensazione che prova il lettore terminato il libro. Attraverso la scrittura e la lettura riusciamo a sentirci compresi, scopriamo che a questo mondo non siamo soli e, in aggiunta, abbiamo la possibilità di chiudere in una scatolina il nostro presente, fuggire da esso. Le pagine non sono altro che porte (o portali) verso altri mondi. Vantaggi di viaggiare in treno è un romanzo fastidioso, ipnotico, spiazzante nella sua comicità beffarda. Non lascia il lettore disorientato ma inquieto, sì. Dopotutto, viene da chiedersi, cos’è la finzione?

Il confine tra realtà e finzione non è mai del tutto chiaro, e Antonio Orejudo appartiene a una generazione di scrittori che ha deciso di ridere dell’eccezionalità del mondo attraverso abilità umoristiche sottili tanto quanto il confine tra realtà e finzione. Non avremo mai una risposta definitiva ma mille e mille teorie pronte ad annullarsi tra di loro. Interessante, nel romanzo, è il personaggio di Helga. Una donna che ha donato la sua vita alla letteratura, che ha deciso di annullarsi al cospetto di un sistema editoriale che, come un vortice raggelante, avvolge il presente e ogni spicchio della propria vita, sentimentale e lavorativa.

Amare i libri perché poi fossero i libri, proprio i libri, a trasformarsi nei crudeli nemici, nei fantasmi maligni che lo avrebbero perseguitato nelle sue notti di veglia e di insonnia.

A suo modo, Helga rappresenta tutti quegli editori che sono alla costante ricerca di storie quotidiane, mai esagerate, eppure sensazionali, l’elegante classe letteraria vittima delle logiche imprenditoriali di chi è disposto a inserire la pubblicità tra le pagine di un libro.


Per rappresentare la vita c’è già il cinema e anche se la vita è un casino e lo è tu potresti sforzarti un po’ di più e scrivere una storia bella chiara alla gente piacciono le cose lineari la gente al giorno d’oggi non ha tempo per mettersi a collegare pezzetti tu sei uno scrittore e gli scrittori sono pagati per avere immaginazione.

Tuttavia si tratta di una teoria che lei stessa annulla, interessandosi a una storia per nulla lineare. A quella cartellina rossa. E così decide di mettersi alla ricerca dello psichiatra Ángel Sanagustín.


Leggere e viaggiare


Vantaggi di viaggiare in treno, pubblicato in Spagna nel 2000, trasposto al cinema nel 2019, è un romanzo consigliato a chi è alla ricerca di una lettura feroce, di una fuga dalla monotonia della realtà, per scoprire che non esistono altre strade possibili, non esistono cure. Se non leggere e viaggiare.

In entrambi i casi siamo fermi e in movimento. È ciò che accomuna la lettura e il viaggio, che li rende simili. Cambiamo dentro ma da fuori sembriamo identici a prima, eppure l’intuizione dell’esistenza ci ha eternamente marcati. E non c’è inganno in questo.