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  • Annalaura Casciano

Quel maledetto Vronskij, Claudio Piersanti

Quel maledetto Vronskij di Claudio Piersanti, finalista al Premio Strega 2022 e vincitore del Premio Mastercard Letteratura 2021, racconta la storia d’amore delicata e realistica tra Giovanni e Giulia e del loro leale sentimento, pronto a sconfiggere ogni ombra nera che si contrapponga tra di loro, persino un personaggio letterario.


Claudio Piersanti torna in libreria con Quel maledetto Vronskij edito Rizzoli, finalista al Premio Strega 2022 e già vincitore del Premio MasterCard Letteratura 2021. Il protagonista di questo romanzo è Giovanni, un tipografo che per anni ha svolto questo lavoro come dipendente e che un giorno si ritrova ad aprire un’attività in proprio e continuare a fare della sua passione un lavoro, in seguito a un licenziamento. Giovanni è sposato con Giulia e i due vivono felicemente in una villetta a Milano; hanno una figlia che vive all’estero, il loro sentimento è forte e stabile da tantissimi anni. L’amore sembra essere il motore della loro felicità; tuttavia, un giorno a Giulia viene diagnosticata una malattia che supera non senza difficoltà, soprattutto con conseguenze emotive e psicologiche. Allora lei decide di sparire senza dare nessun preavviso e non lasciando traccia alcuna, così Giovanni si ritrova solo e sconcertato.

Cosa ha sbagliato? Non l’ha amata abbastanza? È scappata con un altro? È successo qualcosa di terribile?

Pieno di dubbi, l’uomo prova a capire la motivazione di tale gesto tentando però di non stravolgere la propria routine e di vivere la vita senza cambiarne le abitudini, speranzoso del ritorno della moglie. Con il passare del tempo però risulta per lui inevitabile rifugiarsi nell’unico luogo in cui riesce a stare bene anche senza la moglie: la sua bottega. In questo momento, si insinua in lui il tarlo del tradimento, della fuitina della moglie con un altro uomo, che diventa un pensiero ridondante e fisso. Un po’ per indagare, un po’ per mantenerne vivo il ricordo, Giovanni scruta tra i libri della moglie sugli scaffali della libreria e trova una delle edizioni del romanzo di Tolstoj, Anna Karenina. Giovanni inizia a leggerlo e nella sua testa appare l’immagine del fantomatico amante della moglie nelle vesti di Vronskij che è, invece, l’amante della protagonista tolstojana. Si rende conto, tuttavia, che nonostante le preoccupazioni, l’amore per Giulia non cessa e l’attesa del suo ritorno si fa sempre più intensa tanto che decide di prepararle un regalo. Inizia a trascrivere tutto il romanzo di Anna Karenina, impaginandolo e rilegandolo, creando così una personalizzata edizione, unica nel suo genere, per quando Giulia deciderà di ritornare da lui:


E così si trovò a intraprendere una delle imprese più incomprensibili della sua vita. […] cominciò a copiare Anna Karenina. Voleva leggerlo ricomponendolo tutto con il suo carattere preferito, un classico Bodoni corpo undici, imitando l’editore più elegante della città. Poi l’avrebbe stampato con la cura che meritava e rilegato come si doveva. Avrebbe avuto una sua copia personale. E forse un giorno l’avrebbe regalata a sua moglie, dicendole: L’ho fatta solo per te. L’avrebbe anche scritto a mano, per lei, se avesse avuto una calligrafia adeguata. Piersanti C., Quel maledetto Vronskij, p. 80

Piersanti racconta la determinazione, la caparbietà di un uomo innamorato, incapace di lasciarsi alle spalle, senza un motivo valido, la sua storia d’amore e il suo matrimonio felice: Giovanni non compie gesti folli e indicibili, anzi si comporta razionalmente pur vivendo una situazione complicata. E con il ritorno di Giulia, non cambia il suo atteggiamento. È disposto a perdonare, a capire, ma non è servile o sottomesso. Giovanni cerca in tutti i modi di stare vicino a sua moglie, pur non comprendendo fino in fondo l’entità del problema che ha causato tanto dispiacere nell’ultimo periodo della sua vita. Incarna, infatti, la vera essenza dell’amore puro, capace di dare spazio al partner, mentre Giulia, invece, appare egocentrica: la sua fuga fa pensare ad un egoismo marcato che nemmeno la malattia appena attraversata giustifica. A suo modo, però, anche lei riesce a dimostrare amore attraverso un gesto sconsiderato: Giulia vuole che Giovanni stia bene, pensa che il suo stato possa condizionarlo, vorrebbe che fosse felice e decide di andarsene per non pesare su di lui e lasciargli la possibilità di vivere davvero.

Claudio Piersanti costruisce dei personaggi realistici che vivono vite normali, incappano in situazioni spiacevoli e affrontano ostacoli, anche apparentemente insormontabili. La storia d’amore narrata – finale compreso – non risulta banale o smielata, anzi la delicatezza del racconto conduce il lettore a fidarsi di entrambi i personaggi, senza parteggiare per nessuno dei due, scoprendoli come due facce della stessa medaglia. I riferimenti letterari sono gli elementi che spezzano la tensione nella narrazione ma si fondono con la quotidianità del protagonista che, in un certo senso, vive in due mondi distinti ma ha un unico nemico da combattere: quel maledetto Vronskij.


La storia di Giovanni e Giulia potrebbe sembrare la storia reale di una qualsiasi coppia e probabilmente per qualcuno lo è, ma Claudio Piersanti, in un incontro esclusivo presso la LibrOsteria di Milano, ci tiene a sottolineare che non c’è nulla di autobiografico in questi suoi personaggi – né in quelli dei precedenti romanzi – anche se, certamente, trae ispirazione dalla vita quotidiana. L’incontro ha visto la partecipazione di pochi eletti che, con drink e cibo, hanno potuto ascoltare l’autore raccontare il suo libro e dialogarne con lui, fargli domande sui suoi autori preferiti e sulle sue letture del cuore, tra una lettura del libro e una chiacchiera, come tra veri amici.

A proporre Quel maledetto Vronskij al Premio Strega 2022 è stata la traduttrice Renata Colorni che lo descrive con queste parole:


Non desta stupore che la pubblicazione presso Rizzoli dell’ultimo romanzo di Claudio Piersanti sia stata salutata con unanime consenso da parte della critica e del pubblico più avvertito. […] Questa storia di un amore coniugale che né i decenni trascorsi dalla coppia in unità indissolubile né il modesto tran tran di una esistenza piccolo borghese non immune da frustrazioni hanno minimamente scalfito perché quell’amore che definisce e lega i coniugi – lui è un bravissimo tipografo che per l’avvento delle nuove tecnologie ha perso il lavoro, lei una bella segretaria appassionata di giardinaggio – reca in sé la freschezza e il profumo delle cose indistruttibili ed eterne; anche nel racconto pacato di quotidiane abitudini e tenerezze di coppia che tutt’a un tratto vengono interrotte e lacerate dall’improvvisa sparizione di Giulia che provoca in Giovanni angoscioso spaesamento e paura, senso di perdita e di morte imminente; anche in questo libro, insomma, così breve e strano, a tratti improbabile per chi non ha dimestichezza con i puri di cuore, una specie di favola dolce e sinistra attraversata da cima a fondo da un brivido allarmante, Claudio Piersanti dà senso e spazio al mistero del silenzio e della solitudine, dimensioni fondative dei rapporti umani. Tutto questo grazie alla raffinatezza del suo intuito psicologico e alle risorse stilistiche innate della sua scrittura, che derivano da una lingua che ha la limpidezza del cristallo e da una straordinaria naturalezza e versatilità espressiva.

Fonti che hanno supportato la stesura dell’articolo


https://www.repubblica.it/robinson/2021/12/05/news/premio_mastercard_letteratura_2021_a_piersanti_e_milone-328948607/

https://www.premiostrega.it/quel-maledetto-vronskij/