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  • Marica Felici

Piranesi, Susanna Clarke


Piranesi (2020) è il lavoro più recente dell'acclamata autrice Susanna Clarke. Sedici anni dopo il suo romanzo di esordio, Jonathan Strange & il signor Norrell (2005), Clarke torna a creare una storia incredibilmente immersiva che ha la potenza di catapultare il lettore in altri mondi.


Piranesi racconta la storia di un personaggio, Piranesi, che vive in un mondo che lui chiama la Casa. È lo stesso protagonista a descriverci dove abita: la Casa è un luogo immenso, formato da un susseguirsi di stanze, di androni, di vestiboli, e di scale, caratterizzati dalla presenza di statue. Infatti, ogni stanza è abitata da una molteplicità di statue gigantesche, raffiguranti le più disparate creature. C'è, per esempio, la stanza dei centauri, dove tutte le statue raffigurano queste creature mitologiche in diverse pose. Ma la Casa è fatta anche di acqua e di aria: è un vero e proprio ecosistema, con le sue maree e le sue piogge. In quanto ecosistema, la Casa ha una sua biodiversità: esistono pesci, molluschi, e alghe, che Piranesi raccoglie per sfamarsi e per costruire oggetti; ci sono poi diverse specie di volatili, con i quali Piranesi conversa amabilmente.


La Casa ha però anche altri abitanti: ben 13 scheletri, di persone decedute, che Piranesi ha trovato un giorno in una delle stanze, e di cui da allora si prende cura. Infine, c'è l'Altro. Non sappiamo quale sia il suo vero nome: è Piranesi a chiamarlo così, ed è l'Altro a chiamare il protagonista Piranesi. I due si incontrano il martedì e il venerdì di ogni settimana per studiare insieme la Casa, in modo tale da capirne i segreti. La missione dell'Altro è quella di arrivare a comprendere la Casa attraverso l'utilizzo delle osservazioni scientifiche fatte da Piranesi (come, per esempio, i suoi studi sulle maree) e di rituali magici. Piranesi è però mosso da un intento prettamente analitico, e ben presto comincia a dubitare dei metodi proposti dall'Altro. Nonostante ciò, i due continuano a collaborare, e per Piranesi i momenti di incontro con l'Altro sono molto importanti perché lo considera un suo carissimo amico. Quando non è con l'Altro, Piranesi esplora le stanze, e annota tutto quello che scopre in dei taccuini che lui scrive per coloro che verranno dopo di lui. Un giorno, mentre sta gironzolando in una stanza, trova dei pezzi di pagine strappate: quelle pagine scritte non vengono da un suo taccuino, e questo deve per forza significare che c'è qualcun altro nella Casa. Questo nuovo altro viene chiamato da Piranesi 16, perché è la sedicesima persona che Piranesi ha incontrato nella Casa (insieme a lui e l'Altro, infatti, ci sono i 13 scheletri, per un totale di quindici persone). Da questo momento, Piranesi avrà una nuova missione: quella di incontrare 16, perché 16 deve sicuramente abitare in una delle stanze lontane che Piranesi non ha ancora esplorato. Piranesi spera che 16 possa essere in grado di svelargli cosa significano le statue e come funziona il mondo nel quale vivono, ma è altrettanto desideroso di condividere con qualcuno l'amore e la meraviglia che lui prova per la Casa.


Piranesi è presentato come un romanzo fantasy, ma lo è solo in minima parte. Con il genere fantasy condivide la creazione di un mondo alternativo, parallelo, magico, costituito da sue regole interne. La Casa è il mondo di Piranesi, e noi la vediamo sempre attraverso gli occhi del protagonista. La struttura della Casa, seppur sfuggente, è estremamente dettagliata, e tutte le sue caratteristiche le veniamo a sapere grazie ai racconti di Piranesi. Ma, per lui, la Casa è più di una semplice struttura che si ritrova ad abitare: la Casa è viva. Ed è questa vitalità a innamorare Piranesi.


Piranesi è senza dubbio un grande esploratore. Ma è un ulisside che di Ulisse ha davvero poco: è ingegnoso e pieno di risorse, sicuramente. Tuttavia Piranesi non è un superbo manipolatore, non ha la scintilla della furbizia; al contrario, è estremamente ingenuo e si fida ciecamente di quello che gli dice l'Altro. Piranesi è anche estremamente sensibile ed è questa sensibilità, più che il suo spirito analitico, che gli permette di conoscere intimamente la Casa, nonostante questa sia un luogo misterioso. Grazie al suo animo delicato, Piranesi riesci a comunicare con gli uccelli e a prendersi appropriatamente cura dei morti. Aiuta gli albatros appena arrivati a costruirsi il nido, omaggia i 13 scheletri secondo i riti di una pietas ancestrale, portando loro offerte di cibo.


Piranesi è innamorato della Casa, della sua bellezza, e della sua generosità: la rispetta e se ne prende cura. E questo è precisamente come gli esseri umani dovrebbero vedere e trattare il pianeta che li ospita, gli animali che lo abitano, non dimenticandosi inoltre di coltivare un senso di comunità con tutte le altre persone. Tuttavia, gli esseri umani tendono a comporsi come fa l'Altro, che non percepisce la magnificenza e l'importanza della Casa e delle vite che essa ospita.


La Casa è un simbolo, che Clarke utilizza per comunicare con il lettore attraverso la mediazione di Piranesi. Se la Casa è il pianeta Terra, Piranesi è colui che ci mostra la via per tornare ad amare e a prenderci cura del nostro pianeta, di prenderci cura gli uni degli altri. Ma se la Casa simboleggiasse dell'altro? Identità, memoria, passato, trauma, sono tutte chiavi di lettura del mondo creato da Clarke. Questo è il motivo principale per il quale definire il suo romanzo come fantasy è alquanto riduttivo. Piranesi sfugge alla categorizzazione dei generi: c'è un mistero che crea nel lettore una grande tensione, come ogni buon romanzo thriller sa fare; c'è tanta riflessione filosofica, incarnata da domande esistenziali quali «chi siamo senza passato?» e «che cos'è il tempo?»; c'è l'indagine psicologica di una mente distrutta da un trauma; ci sono innumerevoli rimandi mitologi e scientifici.


Piranesi è dunque un libro ricco di idee, che però non sono mai pretenziose. Il linguaggio utilizzato da Clarke è semplice, e va a creare un evidente contrasto tra La Casa e Piranesi. La maestosità delle descrizioni della Casa, fatta di marmoree statue, di stanze enormi e infinite, di travolgenti maree, quasi fagocitano Piranesi, così piccolo e indifeso. Sin dalle prime pagine, prendiamo a cuore il personaggio di Piranesi per via della sua ingenuità e della sua capacità a meravigliarsi di fronte alla bellezza della Casa, alla maniera del fanciullino pascoliano. A tratti, però, ci identifichiamo con Piranesi, e in quei momenti ci sentiremo tanto piccoli ed indifesi quanto si sente lui nei confronti della Casa, dell'Altro (e di quello che rappresenta), e di noi stessi.


Ma non dobbiamo disperare: nonostante l'occasionale senso di sconforto, di inadeguatezza, di sconcerto, di terrore, la Casa è pronta ad accoglierci. Perché, come ci ricorda Piranesi, «la Bellezza della Casa è incommensurabile; la sua Gentilezza, infinita».



Fonti che hanno supportato la stesura dell’articolo


Arzola S., Piranesi di Susanna Clarke, PulpLibri, 4 febbraio 2021. https://www.pulplibri.it/piranesi-di-susanna-clarke/

Camilletti F., Il mondo magico di Susanna Clarke, PulpLibri, 4 febbraio 2021. https://www.pulplibri.it/il-mondo-magico-di-susanna-clarke/

Clarke S., Jonathan Strange & il signor Norrell, Longanesi, 2005.

Clarke S., Piranesi, Fazi Editore, 2021, (p. 267).

C. Cristina, Piranesi di Susan Clarke: tra simbologia e classicismo, pop-eye, 15 marzo 2021. https://www.pop-eye.info/libri/piranesi-di-susanna-clarke/

La Lettrice Solitaria, Piranesi non è un fantasy, Youtube, 12 febbraio 2021. https://www.youtube.com/watch?v=KLwu4qXlLfQ&list=WL&index=9&t=1069s