Cerca
  • Mariana Palladino

Parlarne tra amici, Sally Rooney

C’è qualcosa di estremamente faticoso nella scrittura di Sally Rooney e nelle sue storie. L’autrice irlandese, classe 1991, con soli tre romanzi all’attivo, Parlarne tra amici (Conversations with Friends, 2017), Persone Normali (Normal People, 2018) e Dove sei, mondo bello (Beautiful World, Where Are You, 2022) viene già considerata una delle migliori scrittrici della sua generazione. Nello specifico ci si riferisce alla generazione Y, quella Millennial, nati tra il 1980 e la fine degli anni ’90.

Parlarne tra amici è il romanzo d’esordio scritto in soli tre mesi all’età di ventisei anni, di cui i diritti di pubblicazione sono stati contesi da ben sette case editrici (ad aggiudicarselo è stata la Faber and Faber). Come per Persone Normali, che ha riscosso un successo straordinario, anche per questo romanzo la BBC Three ha prodotto un adattamento televisivo uscito il 15 maggio 2022 sulla piattaforma streaming statunitense Hulu, diretto da Lenny Abrahamson e Leanne Welham.


La narratrice, protagonista e unico punto di vista possibile, è Frances, una ventunenne irlandese insicura, introversa e inconsapevole del suo talento da scrittrice, studentessa di Letteratura. Si diletta in spettacoli di spoken word, una forma di poesia scritta e recitata oralmente, in diversi bar di Dublino insieme alla sua migliore amica coetanea, nonché primo e unico amore, Bobbi. Anche lei studentessa, Bobbi è, al contrario, brillante, carismatica, eccentrica. Proprio in occasione di una loro esibizione conoscono Melissa, autrice di celebri saggi e fotografa trentacinquenne, che si rivela subito intrigata dal duo di potesse e propone loro la scrittura di un pezzo biografico. La sera stessa, le due ragazze vengono invitate nella villa di Melissa a Monkstown, sulla costa a sud di Dublino, dove incontrano anche il marito, Nick, attore trentaduenne abbastanza famoso, taciturno e poco incline alla conversazione, decisamente bello.


Com’è intuibile, la trama si incardina su quello che potremmo definire senza dubbio un quadrilatero amoroso in cui le diverse personalità si imbattono l’una nell’altra generando delle non relazioni. Queste relazioni liquide, come le ha definite il filosofo e sociologo polacco Zygmunt Bauman, caratterizzate da una ferrea decisione a non etichettare né valutare il sentimento che lega due o più persone, sono in gran parte lo specchio delle relazioni della nostra epoca e Sally Rooney è bruscamente abile a trasporle su carta. D’altra parte, è proprio questa sua capacità aspra a renderla, spesso e volentieri, indigesta.


Il titolo del romanzo pone l’attenzione sull’azione del parlare e su uno specifico tipo di relazione, l’amicizia. In realtà, entrambe le cose vanno in netto contrasto con le sensazioni e considerazioni post lettura: le conversazioni, quelle rilevanti, avvengono tutte via mail, sottolineando la difficoltà di esprimere apertamente i sentimenti o i turbamenti interiori, mentre i rapporti sono fin dal primo momento di natura amorosa, dalla semplice attrazione tra Bobbi e Melissa al colpo di fulmine tra Nick e Frances. Questi interessi effimeri finiscono per generare confusione riguardo quelle che poi sono le relazioni primarie, anch’esse instabili, farraginose e a tratti tossiche: l’amore mai davvero dimenticato tra Frances e Bobbi e l’ostinato matrimonio tra Melissa e Nick. In maniera complicata, caotica e bizzarra, l’intreccio tra i quattro personaggi metterà alla prova le loro consapevolezze destabilizzando il lettore e le sue interpretazioni.


Progressivamente l’attesa ha iniziato a sembrare meno un’attesa e più come se la vita altro non era che questo: il diversivo delle incombenze da assolvere mentre la cosa che aspetti continua a non succedere. Rooney S., Parlarne tra amici, Giulio Einaudi Editore, Torino 2018, p. 257.

La felicità è una sensazione inafferrabile per una persona come Frances che si mostra spesso apatica: svolge un tirocinio in una casa editrice senza stimoli apparenti, sicura solo della sua inconsapevolezza del futuro; intrattiene un rapporto superficiale con i genitori divorziati, mostrandoci una madre ai suoi occhi poco attenta e a volte pretenziosa, e un padre alcolizzato alla deriva; tende a preservare la sua immagine quanto più possibile, ostentando una certa mania del controllo e un fanatismo nel linguaggio; idealizza le persone amate così tanto da innalzarle a statue difficili da scalfire, senza preoccuparsi quindi delle conseguenze delle sue azioni o parole, che quindi la portano a doversi scusare quasi sempre.


Non ero abituata a essere attaccata in quel modo, e mi ha spaventato. Mi consideravo una persona indipendente, indipendente al punto che le opinioni degli altri mi lasciavano indifferente. Adesso avevo paura che Nick avesse ragione: mi isolavo dalle critiche così da potermi comportare male e conservare l’impressione di essere nel giusto. Rooney S., Parlarne tra amici, Giulio Einaudi Editore, Torino 2018, p. 194.

Entrare in empatia con Frances è un processo ostico: il suo carattere a volte piatto e ripetitivo non permette un’accurata decodifica. Allo stesso tempo, ammettere di aver riscontrato delle similitudini nel suo modo di pensare o affrontare le cose è complicato: in qualche modo svelerebbe qualcosa di noi che non siamo pronti ad ammettere.

Una costante nelle dimensioni create da Sally Rooney è l’autolesionismo più o meno grave. Frances in determinate occasioni si procura dolore fisico per sopperire a quello emotivo che, a dispetto delle apparenze, è consistente. Inoltre, al pari di Marianne di Persone Normali, dove però la tematica verrà approfondita, Frances chiede a Nick di essere picchiata durante il sesso, come se quella concessione di potere fosse una testimonianza dell’amore per lui. Questo passaggio potrebbe risultare ripetitivo per chi proviene dalla lettura di Persone Normali perché le pagine dedicate all’argomento rappresentano chiaramente la base e l’idea da cui la scrittrice è partita per modellare il personaggio di Marianne e la relazione travagliata con Connell.


Anche l’estrazione sociale è un topos ricorrente: Frances vive in una condizione modesta, in un appartamento fittato dal padre che la sostiene anche economicamente. La dipendenza dal padre in tal senso le provoca imbarazzo, come se quel rapporto si basasse e mantenesse attivo solo in virtù di un conto bancario. Diversamente, Bobbi, Melissa e Nick sembrano tutti particolarmente brillanti e facoltosi: Bobbi, seppur reduce da una separazione da parte dei suoi genitori, riesce a spostarsi a suo piacimento senza particolari impedimenti; Melissa e Nick, invece, sono particolarmente agiati.

Come detto al principio, la scrittura di Sally Rooney, con il suo stile diretto, contemporaneo, privo di eccessiva punteggiatura (come per esempio le virgolette nei dialoghi), potrebbe risultare faticosa e, a tratti, fastidiosa. È un modo di raccontare incalzante, irrequieto che, seppur denso di immagini notevoli, non permette una totale immersione nella vicenda. Per certi versi è paragonabile al testo di una dettagliata sceneggiatura ed è anche per questo, presumibilmente, che nell’adattamento televisivo si tende a seguire la trama il più possibile.


A questo romanzo, comunque, qualcosa manca. Certo, bisogna tenere bene a mente che si tratta pur sempre dell’esordio di una narratrice che, che dir si voglia, si è subito imposta nel panorama letterario contemporaneo e di cui certamente si continuerà a discutere. A lei va riconosciuta l’abilità di aver saputo tratteggiare una generazione che non riesce a relazionarsi in maniera sana, leale e sincera. A lei va l’onere e l’onore di aver mostrato questo vaso di Pandora già vuoto da tempo.