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  • Tatiana Covino

Norwegian Wood, Murakami Haruki

Murakami Haruki (12 gennaio 1949) è uno scrittore giapponese contemporaneo che ha raggiunto il successo internazionale con la pubblicazione di Norwegian Wood, vendendo 2 milioni di copie. Per quanto riguarda la critica, inizialmente in Giappone questo romanzo non venne accolto bene: la storia si svolge principalmente tra gli anni 1960-70, anni in cui in Giappone ci furono le rivolte studentesche; Murakami accenna a queste rivolte, ma le lascia sullo sfondo, senza approfondirle, e questo non viene visto di buon occhio di critici giapponesi che lo definiscono come uno scrittore totalmente disinteressato alla vita sociale della sua nazione. In America, invece, il romanzo venne accolto molto bene perché il suo stile di scrittura si distacca da quello classico giapponese, mentre le storie ci mostrano quello che è il Giappone contemporaneo. A tal proposito, abbiamo un interessante commento della giornalista Elizabeth Devereaux, che afferma:


Dimentica il periodo della fioritura dei ciliegi, le falesie di Fujiyama, le cerimonie del tè; soprattutto dimentica gli haiku squisitamente scritti. Oggi Haruki Murakami è il miglior romanziere giapponese e si è guadagnato quel grado infrangendo tutte le regole. Se la storia è strana e sorprendente, l'ambientazione è altrettanto sorprendente: la geografia è di un Giappone moderno, ma l'eredità è occidentale, la prosa trabocca di riferimenti alla cultura americana ed europea. Da un serbatoio senza fondo provengono allusioni a Il mago di Oz, Bogart e Bacall, Star Trek, Ma Bell e Jim Morrison, discussioni su Turgenev e Stendhal, Camus e Somerset Maugham. L'unica cosa distintamente giapponese è il cibo.


Durante un viaggio in Grecia e in Italia (in particolare in Sicilia e a Roma) Murakami scrive Norwegian Wood (pubblicato nel 1987), il romanzo che lo renderà famoso in tutto il mondo.


Può essere considerato un romanzo di formazione in cui lo scrittore segue da vicino quello che è lo sviluppo sia fisico che psicologico dei suoi personaggi, concentrandosi, in particolar modo, su come viene percepito l’amore e sull’inadeguatezza nei confronti del mondo.


Possiamo paragonare Norwegian Wood al Giovane Holden di J.D. Salinger: entrambi sono romanzi di formazione ed entrambi seguono lo stesso percorso, dividendosi soltanto sul finale. La protagonista femminile di Murakami è Naoko, una giovane ragazza che, proprio come Holden, si sente incompresa dal mondo, non è in grado di comunicare le proprie emozioni e i propri pensieri e questo la fa sentire persa e completamente sola:


Ogni volta che cerco di dire qualcosa, mi vengono sempre le parole meno adatte, se non addirittura opposte a quelle che vorrei dire. E se cerco di correggermi, mi confondo ancora di più e peggioro la situazione al punto che alla fine non so più nemmeno quello che vorrei dire. È come se il mio corpo si dividesse in due parti che giocano a rincorrersi. E al centro c’è questa colonna immensa e le due parti continuano a rincorrersi girandoci attorno. Ad afferrare le parole giuste è sempre l’altra parte, e io non riesco a starle dietro. Norwegian Wood, Einaudi, Torino, 2006, p. 27

Questo che viene descritto da Naoko è lo stesso senso di incomprensione che provano tutti gli adolescenti e che proverà anche Holden, incapace di trovare qualcuno che riesca a comprendere i suoi sentimenti: mentre, al termine del romanzo, Holden riuscirà poi a superare l’adolescenza e a entrare a far parte del mondo degli adulti, lo stesso non accade a Naoko, che morirà suicida. La morte, infatti, è fortemente presente in Norwegian Wood: la giovane ragazza ne viene in contatto già da piccola, prima con il suicidio della sorella e poi con quello del suo fidanzato Kitzuki. Queste morti non vengono mai preannunciate dall’autore, che ne parla con assoluta naturalezza proprio perché, nella sua idea, la morte è intrinseca alla vita, l’una non esiste senza l’altra, e quindi il lettore avrebbe dovuto aspettarla dall’inizio del romanzo. Per tutta la narrazione Naoko ci viene rappresentata come una ragazza fortemente attaccata alla vita, pronta a combattere con ogni mezzo per restare sulla Terra: sia lei che Kitzuki desideravano più di ogni altra cosa vivere, ma si sentivano indegni del mondo; soltanto con la morte, infatti, Naoko riuscirà a liberarsi del suo male e si congiungerà di nuovo con Kitzuki:


Lei aveva già deciso tutto dall’inizio. Perciò era così allegra, in forma e sorridente. Forse una volta presa la decisione si era sentita finalmente rilassata. Poi finì di mettere ordine fra le sue cose, e quelle che non servivano più le bruciò in un inceneritore in giardino (…) Mi voglio liberare di tutto quello che è stato finora e ricominciare una nuova vita. Norwegian Wood, Einaudi, Torino, 2006, p. 360

La figura di Naoko si contrappone a quella di Midori, altro personaggio femminile di questo romanzo: mentre la prima rappresenta la morte, la seconda rappresenta quella che è la vita stessa e la sicurezza di un futuro felice. A tal proposito, è interessante il paragone che Giorgio Amitrano, traduttore italiano di Murakami, fa nell’introduzione di Norwegian Wood, paragonando i personaggi di questo romanzo al David Copperfield di Dickens. Gli amori raccontati in entrambi i romanzi presentano delle analogie: si tratta di amori puri, idealistici, sganciati da considerazioni di opportunità sociali ed entrambi si concludono con la morte dell’amata:


Sia Naoko che Dora sono idealizzate dai giovani innamorati, ma i rispettivi autori (e lettori) sanno bene che, nonostante la loro grazia e bellezza, col tempo finirebbero per rappresentare un ostacolo all’inserimento dei loro partner nella vita adulta. Né Naoko, afflitta da gravi disturbi mentali, né Dora, psicologicamente immatura e fisicamente fragile, appaiono in grado di sostenere il proprio uomo nella sua affermazione personale e sociale né di creare con lui una famiglia. Amitrano G., Introduzione a Norwegian wood, p. XIII

Il secondo amore di Toru, Midori, si ricollega al secondo amore di Davis, Agnes: più che rappresentare dei sogni romantici, le due ragazze sembrano incarnare le promesse di successo e felicità, entrando in contrasto con Dora e Naoko, che invece sono racchiuse all’interno del loro mondo e risultano incapaci di uscirne per proiettarsi nel futuro. La sicurezza di Midori ci viene trasmessa, in particolar modo, da una frase che rivolge a Toru: «Perciò se un giorno lontano ti venisse in mente di portarmi in un posto lontanissimo, conta su di me. Ti darei un sacco di bambini robusti come tori, e vivremmo felici, a rotolarci in un grande lettore». Questa frase rappresenta una promessa che, nel caso di Agnes appare realizzata prima che il romanzo termini mentre, per Midori, resta soltanto una promessa che sarà in grado di realizzare in futuro. Per quanto riguarda Toru, il protagonista maschile, resta, per tutto il romanzo, bloccato in una sorta di limbo tra la vita e la morte, tra la fanciullezza e la vita adulta: sarà soltanto con la morte di Naoko che riuscirà finalmente a liberarsi e a entrare nel mondo degli adulti.


Quello che Murakami fa in questo romanzo è analizzare tutti i suoi personaggi dal punto di vista psicologico, scavando nelle ragioni che li spingono a compiere determinati gesti.


L’autore tratta il tema dell’adolescenza soffermandosi, in particolare, su tutti i problemi che ne derivano e creando così, una forte empatia tra i suoi personaggi e i lettori, che finiscono per identificarsi con loro.