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  • Virginia Antoniucci

Madeline Miller: quando la mitologia greca diventa POP

La scrittrice americana Madeline Miller scala le classifiche mondiali con le sue riscritture dei miti classici dimostrando che i racconti antichi possono ancora affascinare la società moderna.

Per chi non la conoscesse, Madeline Miller è il fenomeno del momento, non solo per i suoi best-seller ormai sulla bocca di tutti, ma per i temi complessi e universali ritratti nei suoi libri.

Madeline Miller, infatti, insegnante di latino e greco, ha generato il caso editoriale del momento riproponendo in chiave moderna e pop i miti greci, portandoli dai banchi di scuola agli scaffali delle librerie.


Achille e Patroclo, poi la strega Circe e infine Galatea foggiata dalle mani di uno uomo possessivo prendono vita nella prosa di Miller, trasformandoli da personaggi di un’epoca remota in nostri contemporanei tormentati con i quali risulta difficile non entrare in empatia.


Non sono più fredde figure che incarnano i valori di una società patriarcale e tossica, ma persone che non celano la propria vulnerabilità e si ribellano al destino che il mondo crudo ha in serbo per loro.

E ai lettori, soprattutto adolescenti, questo genere di sensibilità rivoluzionaria piace.

I numeri dimostrano i fatti: La Canzone di Achille (Marsilio, traduzione di Matteo Curtoni e Maura Parolin) ha raggiunto le 350 mila copie e ha ottenuto l’Orange Prize nel 2012, Circe (Marsilio, traduzione di Marinella Magrì, 2018) ha venduto oltre 200mila mentre Galatea (edito Sonzogno, traduzione di Marinella Magrì, 2021) ha appena esordito con 30mila.


Qual è dunque il segreto dietro il successo di Miller? Conquistare il pubblico giovane con la prosa frizzante e femminista che punta sull’identificazione e l’emozionalità.


L’idea le è venuta quando ancora insegnava a scuola, ha spesso raccontato nelle numerose interviste rilasciate, con l’intenzione di portare gli studenti a interagire maggiormente durante l’analisi critica dei testi classici.

La soluzione era rendere i miti attuali e accessibili per il pubblico adolescente, estraendone il messaggio libero dalle catene generazionali che lo presentavano troppo distante dalla cultura social di oggi.


I personaggi di Miller


A chi l’accusa di voler riscrivere la storia eliminando i tratti tossici e di far parte dell’odierna cancel culture, la scrittrice risponde che il suo obiettivo non è di sostituire ed eliminare i tratti maschilisti e negativi delle opere, ma di riproporli sotto una prospettiva differente dando voce a protagonisti minori che non ne avevano mai avuta.

Miller è maestra nel rendere personaggi passivi in attivi in grado di prendere parte al loro destino anziché subirlo, riproducendo fedelmente la società greca dell’epoca e mostrandocela con occhi nuovi: quelli di una persona e non un eroe inattaccabile infuso dei massimi valori, come l’aristos achaion con cui siamo soliti conoscere il Pelìde nella Canzone di Achille.

Possiamo riassumere che, come nel suo ultimo libro Galatea porta in vita la storia dell’amore ossessivo verso una donna nata per compiacere il suo Pigmalione, Miller trasforma statue di marmo bianco in persone reali ricche di debolezze e imperfezioni, la cui superficie non risulta liscia al tatto.


Dietro ai suoi capolavori c’è un lavoro accurato di recupero e ricerca


Madeline Miller ha ammesso che gli studi per il suo primo libro, La canzone di Achille, si sono approfonditi per dieci anni, mentre per Circe ha consultato le diverse fonti disponibili per sette anni, da Ovidio alle Argonautiche di Apollodoro, tutto ciò per poter sempre riprodurre uno scenario autentico nel quale far muovere i suoi personaggi tridimensionali.


La passione della star dell’editoria è ben radicata nella sua infanzia, eppure i suoi romanzi sono divenuti un caso editoriale solo recentemente.


Sebbene La canzone di Achille abbia spopolato negli ultimi due anni, la sua prima uscita in lingua originale è datata 2011.

Il grande successo lo si deve ai social, in particolar Tik Tok o meglio al BookTok, l’hashtag dedicato agli amanti dei libri, di cui la scrittrice non era nemmeno a conoscenza dell’esistenza.

Centinaia di utenti hanno condiviso e consigliato il romanzo presente in ogni lista di “libri per piangere”, spinti dalla profonda immedesimazione con i personaggi e le loro storie sofferte di rivincita personale.

In poco tempo il libro è schizzato in cima alle classifiche per rimanerci in compagnia del secondo best-seller Circe e successivamente Galatea.

I social, che tanto vengono additati come divoratori del tempo libero dei giovani, si sono mostrati uno strumento fondamentale di condivisione di passioni ed interessi, tanto da triplicare le vendite della Canzone di Achille in poco tempo, a confermare che Miller ha centrato il suo obiettivo di colpire il cuore della categoria young adult.


Gli ingredienti del successo di Miller


In aiuto a una prosa brillante e tematiche attuali in vesti classiche si è aggiunta la fame del pubblico di narrazioni che riprendono leggende arcaiche in chiave moderna, come Il trono di Spade, The Witcher, La Ruota del Tempo o anche solo le rappresentazioni spogliate dagli aspetti datati dei personaggi Marvel.

Adulti e ragazzi chiedono di ricordare le storie di eroi ed eroine, di rivivere quelle esperienze con uno sguardo moderno e sbirciare dietro le quinte della vita di un prescelto, lontano dalle luci dei riflettori.

C’è il bisogno di andare oltre le apparenze e confessare i punti deboli di coloro che pensavamo troppo perversi, perfetti o asserviti per averne.

La presentazione di un nuovo tipo di protagonista più reale e simile al lettore è l’ingrediente segreto della ricetta di Miller per avvicinare l’aulica epica greca alla letteratura contemporanea.

Il senso di inadeguatezza, la gelosia o l’amore impossibile sono le esperienze comuni che raccolgono i lettori dei romanzi della scrittrice statunitense.


Eroi moderni, se non antieroi, che fanno da portavoce di temi difficili che non conoscono generazioni o tempo.


Ed è così che non ci viene proposto il ferreo Pelide Achille come eroe, ma il suo amante Patroclo, intrecciando l’ascesa sanguinosa dell’amante alla tragedia amorosa che lo affligge; in Circe cuce, attorno alla rappresentazione abbozzata di Omero della dea-strega, la figura di una donna intrappolata tra due realtà di cui non sente di far parte; Galatea introduce il tema dell’amore possessivo trattato tramite il personaggio di Pigmalione, divorato dalla gelosia verso la donna e la figlia portando a galla una storia di abuso e ribellione. Il duro lavoro di Madeline Miller è un esperimento riuscito da cui tutti noi possiamo solo che trarre vantaggio: la cultura classica non è morta, si è solo plasmata sotto le mani esperte di chi ne ha saputo prendersene cura e tramandarne i messaggi ai posteri.