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  • Diletta Cecchin

Loro, Roberto Cotroneo

Margherita B. si occupò delle gemelle Lavinia e Lucrezia Ordelaffi dalla fine di luglio alla metà di agosto del 2018. La stesura del diario ha richiesto poco meno di dieci giorni. La calligrafia, nitida e leggibile, non tradisce incertezze e questo mi sorprende perché nessuno, nella sua condizione, avrebbe potuto mantenere una tale lucidità. Cotroneo R., Loro, Neri Pozza, Milano 2021

Grazie all'espediente del diario ritrovato, tanto utilizzato (e a volte abusato) in letteratura, Roberto Cotroneo ci trasporta rapidamente e inesorabilmente nel suo ultimo romanzo, intitolato Loro e pubblicato dalla casa editrice Neri Pozza. Con questo escamotage l'autore prende le distanze dalla vicenda raccontata, una storia in cui la realtà è continuamente deformata, come avviene nei castelli degli specchi dei luna park, che tanto fanno divertire bambini e ragazzi.


In queste pagine non esiste la Verità, ma una verità, quella raccontata dal punto di vista della protagonista che l'ha subita, rimanendone sconvolta.


La protagonista di Loro è Margherita B., il cognome volutamente occultato per proteggere la sua sicurezza. Margherita è una giovane ragazza, virtuosa del pianoforte e studentessa di medicina, che ha deciso di interrompere l'università al quarto anno. Alla ricerca di un lavoretto che le permetta di mantenersi, si imbatte nella famiglia Ordelaffi, a loro volta alla ricerca di un'istitutrice per le gemelle Lucrezia e Lavinia, due bambine di dieci anni. Gli Ordelaffi sono una famiglia nobile, molto riservata, che abita in una spettacolare villa nella campagna romana.


Margherita passa subito il colloquio con Alessandra, la signora Ordelaffi, madre di Lucrezia e Lavinia. Nel giro di pochi giorni firma un contratto che le garantisce un lauto stipendio, molto più alto delle aspettative della ragazza, ma che la obbliga alla riservatezza: non potrà rivelare mai a nessuno, per alcuna ragione, quanto vedrà e ascolterà nella villa.

Margherita si trasferisce dagli Ordelaffi. Ad accoglierla trova le gemelline, due splendide bambine, sorridenti, intelligenti e molto garbate. Figlie di una nobiltà antica, Lucrezia ama il pianoforte e Lavinia l'equitazione. Queste propensioni sono l'unica cosa che le distingue, per il resto le bambine sono identiche non solo negli abiti, ma anche nei modi, tanto che i genitori sospettano che a volte si scambino l'identità.


Ben presto però, questo luogo idilliaco, questa famiglia garbata e amichevole, mostreranno un volto diverso, più cupo.


Vicino a un tempietto, costruito nel vasto parco della villa, a Margherita si riveleranno delle presenze terrificanti. Un adulto e un bambino, che Margherita scoprirà essere padre e figlio, morti tragicamente nel laghetto della villa anni prima.

Margherita è una ragazza razionale, sa che i fantasmi non esistono, sono frutto di credenze popolari. Eppure lei li vede, e li rivede più volte. A un certo punto capisce che anche Lucrezia e Lavinia assistono a queste apparizioni, anzi sono proprio loro a evocarli!

Che cosa sta succedendo? Margherita è in pericolo? E le bambine sono esseri innocenti o creature malvagie?

Gli eventi precipiteranno in pochi giorni, fino a provocare la fuga di Margherita, annunciata già nelle prime pagine del romanzo.


Loro è un romanzo che si sviluppa su un piano temporale breve, le vicende narrate iniziano e finiscono in un paio di settimane.


E tutto avviene in uno spazio limitato, la villa degli Ordelaffi e il giardino che la circonda. Una villa veramente particolare, ma avremo modo di approfondire questa unicità in seguito.

I personaggi non sono molti. Proprio per questo risultano ben costruiti, anche se fino all'ultima pagina il lettore non riesce a conoscerli fino in fondo; quello che pensiamo di aver capito di loro cambia in continuazione a seconda dell'opinione che ne ha Margherita. Per esempio all'inizio Lucrezia e Lavinia sono due bambine meravigliose, poi si trasformano in esseri malvagi in grado di evocare degli spiriti dall'oltretomba, infine tornano ad essere delle creature innocenti da proteggere a tutti i costi. Lo stesso vale per Alessandra Ordelaffi. La prima impressione di Margherita è quella di trovarsi di fronte a una donna amichevole, aperta, cordiale. Dopo qualche giorno però, secondo gli occhi di Margherita, Alessandra diventa distaccata. Fino a trasformarsi in una donna malata, alcolizzata e bugiarda.


L'unico a rimanere sempre identico a se stesso, o alla prima impressione che Margherita ha di lui, e Umberto Ordelaffi, il marito di Alessandra e padre delle gemelle. Un uomo d'affari, che trascorre tutta la settimana a Londra e torna dalla sua famiglia solo il weekend. Nominato fin da subito da Alessandra, compare per la prima volta solo a pagina 57 e la sua è una vera e propria apparizione, quasi fosse una divinità. «Mi apparve un uomo di una bellezza e di una eleganza, come raramente avevo incontrato nella mia vita» scrive Margherita. Come si può intuire da questa prima impressione, Margherita finirà per infatuarsi di Umberto, convinta di essere ricambiata. Un aspetto di questa storia, che inizialmente mi è parso un po' banale e stucchevole, ma che assume tutt'altro significato alla luce del finale del romanzo.


Anche sui personaggi secondari, come Gaetano il giardiniere o Giulia l'assistente personale di Alessandra, non riusciamo mai a formulare un giudizio definitivo, rimanendo in balia delle impressioni di Margherita, la nostra guida fra queste pagine.


Come già accennato, in Loro esiste anche un personaggio inanimato, fatto di pareti e fondamenta, ma non per questo meno importante.


La villa della famiglia Ordelaffi svolge un ruolo fondamentale nella vicenda narrata. Una casa spettacolare, senza pareti, senza mattoni, fatta esclusivamente di vetro, realizzata da un celebre architetto. Più che una casa, è una cattedrale di vetro isolata dal mondo. «Un luogo che sembra muoversi da solo, totalmente privo di privacy, dove chi osserva è sempre osservato a sua volta».


Nonostante la brevità del romanzo, Roberto Cotroneo riesce a mettere tanta carne al fuoco, per esempio approfondendo il rapporto tra gemelli, un tema che da sempre incuriosisce e fa volare la fantasia. All'apparenza Lucrezia e Lavinia sono identiche, a distinguerle solo l'amore per i cavalli di Lavinia e la passione per il pianoforte di Lucrezia, come già evidenziato. Eppure, come accade spesso tra gemelli, una domina l'altra, in questo caso Lucrezia su Lavinia. Le due bambine sono un universo a parte, difficile da scoprire, impossibile da penetrare.


«Non hanno bisogno di nessuno, si bastano tra loro e non cercano una propria identità» scrive di loro Margherita nel memoriale.

Il rapporto tra gemelli, ultimamente, sta suscitando l'interesse di diversi scrittori. Loro non è l'unico romanzo uscito sul tema, negli ultimi mesi. Se vi interessa l'argomento vi consiglio di leggere anche La metà scomparsa di Brit Bennett, edito in Italia da Bompiani.


La storia raccontata, lo stile, l'espediente del diario ritrovato, richiamano alla memoria diversi titoli della letteratura classica e contemporanea, che hanno influenzato Cotroneo nella stesura di questo romanzo.


Indubbiamente Loro è un omaggio che l'autore ha voluto fare a Henry James, riscrivendo in chiave moderna Giro di vite. Ma gli echi con la letteratura del passato non finiscono qui. Questa storia fatta di presagi, apparizioni, personaggi che osservano senza rendersi conto di essere a loro volta osservati, mi ha riportato alla mente Abbiamo sempre vissuto nel castello di Shirlery Jackson. Inoltre la verità che non esiste, la realtà in continua trasformazione, fa di Loro un romanzo pirandelliano; il lettore non può fidarsi di nessuno, sicuramente non della narratrice!


Abbiamo tra le mani un libro prezioso, con continui riferimenti artistici e musicali, di cui Roberto Cotroneo è un grande conoscitore, avendo studiato al conservatorio ed essendo un amante del pianoforte, che suona nei momenti liberi. Vi consiglio di intraprendere la lettura di questo romanzo avendo in sottofondo della musica classica, magari dei brani di Chopin e Debussy, gli stessi che suona Lucrezia con un'abilità sospetta.


Trovo che Loro sia un romanzo pervaso da un'aurea antica; la figura del precettore, le lezioni di equitazione e pianoforte, le buone maniere e i riti di un tempo, l'ora del tè. Il tutto arricchito da una scrittura curata nel minimo dettaglio. Tutto ciò fa si che il lettore debba esercitare uno sforzo di volontà per ricordarsi che la vicenda è ambientata nel 2018 e non in un tempo passato.Infine non si possono non spendere due parole sul finale, conturbante come solo alcuni romanzi di Amélie Nothomb sanno essere. Un finale a effetto, che fa chiarezza su tutto, dove tutto ciò che sembrava irreale, impossibile, diventa credibile. Perché ricordatevi che i fantasmi non esistono!