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  • Raffaella Anna Indaco

Lorna Mott torna a casa, Diane Johnson

Lorna Mott torna a casa è nelle librerie dallo scorso febbraio grazie al lavoro di Atlantide Edizioni e alla traduzione di Chiara Manfrinato che hanno riportato in Italia un’autrice straordinaria. Un'apparizione precedente di Diane Johnson nel nostro panorama editoriale e letterario si deve a Feltrinelli che nel 1993 pubblicò Itinerari stupefacenti. Racconti di una viaggiatrice.

Lorna Mott torna a casa è un romanzo di quattrocento pagine, che va a collocarsi nella collana Blu Atlantide e che deve la sua copertina colorata e accattivante a Francesco Senesi. La produzione di Diane Johnson è notevole, ma è Atlantide, a restituirci dopo ventinove anni uno dei suoi romanzi che il Wall Street Journal ha definito una «affascinante e divertente commedia di costume di oggi».


Ma chi è Diane Johnson? Diane Johnson, classe 1934, è una scrittrice statunitense, finalista per due volte al Premio Pulitzer – nel 1988 con il romanzo Persian Nights – e al National Book Award, ha lavorato con Stanley Kubrick alla sceneggiatura di Shining basato sul romanzo di Stephen King. Tra le sue opere più importanti, ambientate in Francia, ricordiamo Le Mariage e Le Divorce, da quest’ultimo è stato tratto un film diretto da James Ivory, con Kate Hudson e Naomi Watts.

Lorna Mott torna a casa, come si può comprendere anche dal titolo, è la storia di un ritorno. Un ritorno che copre due continenti che sembra più un arrivo in un posto tutt’altro che familiare e che comporta il riambientarsi in un luogo sì della propria vita, ma dove tutto è cambiato, dove tutto va rivisto e rivalutato.


Trama


Lorna Mott Dumas è una storica dell’arte di origini statunitensi che vive da vent’anni in un paesino a sud-est della Francia insieme al suo secondo marito, il francese Monsieur Armand-Loup Dumas, un rinomato curatore museale, un tombeur fatto e finito, un donnaiolo che riscuote ancora il suo successo. Il corposo romanzo si apre in medias res con la partenza di Lorna che decide di sorvolare l’oceano e tornare a casa, a san Francisco, abbandonando alle sue spalle questo scenario europeo pieno di elementi bizzarri, tradimenti da parte del marito e a ritrovare la serenità della sua casa americana.

La protagonista compie un viaggio a tappe e torna nella sua America che si prospetta come una realtà totalmente diversa rispetto ai decenni precedenti: investita dalla miseria della crisi.


Diane Johnson ha l’abilità di mostrarci un’America senza filtri e senza alcuno schermo ci restituisce anche una protagonista smarrita, preda della paura di essere diventata trasparente, che teme di non avere più le forze di rialzarsi, di ricominciare, spaventata dall’invisibilità che la sta colpendo nonostante i suoi tentativi di tenersi in forma e di tornare a svolgere il suo lavoro di critica e di scopritrice di artisti talentuosi poco noti. Si ritrova a fare i conti con queste preoccupazioni e a rendersi conto che anche la professione di critica d’arte sta sprofondando nell’oblio e nell’indifferenza del contesto contemporaneo. A ciò si aggiunge la condizione dei tre figli, avuti dal precedente matrimonio, che la protagonista credeva realizzati e felici, ma che invece ritrova investiti da situazioni problematiche alle quali lei stessa non riesce a far fronte. Lorna Mott prova confusione, smarrimento, teme l’incedere del tempo e i cambiamenti che le si palesano davanti una volta tornata dalla sua famiglia. Dov’è casa quando ci si sente così?


Quale potrebbe essere la soluzione dei problemi familiari, dunque? Forse il primo marito di Lorna? Randall Mott, padre dei suoi figli e cinico dermatologo che ha convolato in seconde nozze con un’imprenditrice molto ricca della Silicon Valley, dalla quale ha avuto un’angelica figlia che si ritrova a fare conti con problemi di salute e una gravidanza improvvisa.


Provava emozioni confuse, forse perché aveva l’impressione di non appartenere più a nessun posto… E poi c’era il problema dell’invisibilità. Quando si era trasferita in Francia per sposare Armand-Loup era ancora abbastanza giovane e il mondo si accorgeva di lei. Adesso, vent’anni dopo, per quanto potesse mantenersi in forma una persona della sua età, per il mondo era diventata trasparente.

Lo stile e i temi


In questa famiglia allargata e tra queste vicende bizzarre prende vita una brillante commedia frutto della penna di Johnson che in Lorna Mott torna a casa affronta con ironia tagliente e pungente ciò che caratterizza la società odierna, spogliando i personaggi e i fatti e restituendoci uno spaccato di un’America cruda e vera dove è forte la volontà dei personaggi, soprattutto femminili, di autodeterminarsi.

Lorna Mott mostra le sue fragilità, i suoi nervi scoperti, le sue paure e le sue falle nell’autostima che arriva a vacillare dopo i tradimenti del marito francese e la condizione lavorativa precaria che la accoglie a San Francisco.


Lorna non ne era più così sicura. «Sono americana, questa è la mia madrepatria. Lì sono sempre stata una straniera». Era una risposta di circostanza, ma non conosceva quella vera. Perché la gente torna a casa? E perché agli altri sembrava una cosa tanto assurda?

Lorna Mott torna a casa è un’opera dove si susseguono e si intrecciano vicende mondane, private e anche stravaganti, un romanzo che mette in evidenza il tempo, che è anch’esso un personaggio della commedia umana di Johnson. Il tempo che scorre e che, unito alla distanza dagli affetti, ci illude che tutto subisca una sorta di cristallizzazione, che tutto resti così com’è, come lo ricordiamo o come ci ostiniamo a ricordalo. Tempo e distanza, due fattori che poi finiscono per metterci davanti a ciò che davvero siamo, a quello che vogliamo e soprattutto dove vogliamo stare, cosa definiamo casa e chi chiamiamo famiglia.

Quella di Lorna Mott è una famiglia che definiremmo allargata, dove i vari componenti sono in balìa delle vicende: chi dipende dalle scelte altrui, chi non è in grado di decidere per sé, chi è immobile, incapace di apportare cambiamenti nella propria vita. Tutti però sono accomunati dalla riflessione sul concetto di casa, altro tema del romanzo di Johnson; un potente richiamo al significato di sentirsi a casa, l'importanza delle proprie radici, ma anche l'attrazione per ciò che è lontano da noi. Perché tornare? Quando tornare? Dove tornare? Interrogativi attuali che rendono la lettura di Lorna Mott torna a casa ancora più coinvolgente.




Fonti che hanno supportato la stesura dell’articolo


Lorna Mott torna a casa, Atlantide edizioni

Lorna Mott torna a casa e Diane Johnson arriva per la prima volta in Italia, Il Libraio

C. Saccoccia, DIANE JOHNSON ANTEPRIMA. LORNA MOTT TORNA A CASA, Satisfiction.eu

A. Genova, Lorna Mott torna a casa, ovunque essa sia, mar dei sargassi