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  • Annalaura Casciano

Libri sulla libertà di essere se stessi

Aggiornamento: 1 mar

La buona letteratura è sempre uno spazio aperto, libero. Anche se spesse volte viene considerata come qualcosa di elitario, in realtà è uno dei pochi posti in cui ci si può veramente sentire liberi e libere, e senza confini.


È tramite la letteratura e il potere insito ai libri che possiamo venire in contatto con differenti punti di vista; situazioni che non avevamo osservato dalla giusta angolazione; prospettive che rimettono in discussione e fanno vacillare le nostre certezze.


Ho cercato per voi sette libri più o meno recenti che offrono punti di vista poco frequentati – sia per chi non si accontenta di un bel romanzo, che per chi, nella lettura, cerca qualcosa che gli racconti oltre che una morale una bella storia.


Bastava chiedere! 10 storie di femminismo quotidiano – Emma (Editori Laterza)


Bastava chiedere! è un graphic novel femminista, un racconto di alcune vicende quotidiane che la maggior parte delle donne vive ogni giorno. L’autrice, con disegni e parole, si focalizza su temi spesso affrontati in maniera superficiale, trattati come secondari, snobbati.

Emma, invece, è in grado di offrire una nuova prospettiva senza sminuire, bensì mettendo in evidenza tutte quelle situazioni che spesso non si ritengono importanti, come il carico di lavoro imposto alle donne, in ogni ambito. Il testo e i disegni trattano sia di eventi della vita personale, sia ciò che accade in ambiti lavorativi (pressione sociale, ruoli considerati esclusivamente femminili, mansioni affidate soltanto alle donne).

L’autrice tenta di sfatare numerosi miti, attraverso episodi che le sono realmente accaduti, o che hanno interessato persone a lei vicine. Emma propone una nuova chiave di lettura e di gestione della determinata situazione, portando tutte le persone coinvolte sullo stesso piano e tentando di offrire una prospettiva diversa, basata sull’uguaglianza di genere, priva di discriminazioni.


Stai zitta! – Michela Murgia (Einaudi)


In questo libro, dal titolo eloquente, vengono analizzate alcune delle tipiche frasi maschiliste dirette alle donne. Quelle che ogni giorno le donne si sentono rivolgere, radicate nella società e considerate come normali espressioni di indirizzare ad una donna.

Murgia, invece, smonta queste espressioni spiegando in che modo sono sessiste e maschiliste e pongono le donne in una posizione di inferiorità. L’autrice offre numerosi spunti per un linguaggio più inclusivo e paritario e per riconoscere, durante i discorsi quotidiani, gli atteggiamenti maschilisti nocivi non solo per le donne.


La ferrovia sotterranea - Colson Whitehead (edizioni SUR)


Questo libro è un vero e proprio viaggio nella vita di alcuni schiavi del sud-est degli Stati Uniti che, attraverso la ferrovia sotterranea, tentano di scappare alla ricerca della libertà.Whitehead ci consegna una prosa fantastica e coinvolgente, in grado di incollare alle pagine.

La ferrovia sotterranea parte da una piantagione in Georgia dirigendosi a Nord. Uno spaccato sulla condizione degli schiavi durante il XIX secolo, luoghi da cui vogliono scappare, diritti che vogliono ottenere. Essi, vittime di razzismo feroce, di abusi e di violenza vogliono ribellarsi.

In particolare, assistiamo alla fuga di Cora e Caesar, ma è sulla prima che si concentra la trama: la donna scappa con un treno preso nelle tenebre sperando di ritrovarsi catapultata in una vita migliore, ma trova solo nascondigli, situazioni scomode e abusi di ogni tipo. Tuttavia, un barlume di speranza affiora nel romanzo di Whitehead, che sebbene abbia basato la sua opera su elementi di finzione, è stato in grado di dare alla luce un romanzo realistico con scene decisamente vivide.


Trilogia di Bois Sauvage (La linea del sangue, Salvare le ossa, Canta, spirito, canta) – Jesmyn Ward (NN Editore)


Jesmyn Ward scrive tre libri ambientati in una cittadina immaginaria di nome Bois Sauvage. Questo è il luogo comune a tutte le storie con protagonisti differenti, le cui realtà tuttavia, si intrecciano inevitabilmente. Non è inusuale veder comparire o sentir nominare un personaggio di uno degli altri libri, all’improvviso.

Alla base di questa trilogia vi sono famiglie americane, di colore, molto simili a quella dell’autrice, che affrontano difficoltà: si muovono tra droga, alcool, violenza, abusi e razzismo, ma trovano all’interno del gruppo e della famiglia la forza di andare avanti. L’obiettivo – che a mio avviso vuole perseguire la scrittrice – è quello di mostrare quanto siano importanti le origini di ognuno, nonostante le possibilità economiche, la razza, la religione e che, anzi, queste contribuiscono a rendere la peculiarità di ognuno. Dunque, essere diversi è sicuramente la ricchezza che dovrebbe rendere tutti uguali.


Il primo che passa – Gianluca Nativo (Mondadori)


Nativo ci racconta la storia di Pierpaolo, un ragazzo che vive nella periferia di Napoli, che studia all’Università, che cerca di fare ciò che i genitori si aspettano da lui, che tenta in tutti i modi di essere una persona normale come quelle che frequenta.

Pierpaolo è alla fine della sua adolescenza e all’inizio dell’età adulta, ed è proprio in questo periodo che impara a conoscersi; si scopre altro da quello che la famiglia e gli amici avevano sempre creduto che fosse, da quello che lui credeva di essere. Le nuove esperienze gli concedono la possibilità di vedere altri lati di se stesso, diversi e che a tratti lo terrorizzano, ma lo invogliano a esplorare la sua anima e il suo corpo.

Affronta un percorso familiare in salita che non gli permette di esprimersi al meglio, eppure egli si sente diverso da chi lo circonda e allo stesso tempo uguale a quelle persone che ha sempre frequentato, che ha perduto di vista, che ritrova.


Sembrava bellezzaTeresa Ciabatti (Mondadori)


Teresa Ciabatti ci pone di fronte ad una protagonista la cui vita non è mai stata molto semplice, che detesta il proprio corpo, il proprio comportamento, che non apprezza il proprio background familiare e che non si è mai sentita a proprio agio con tutto ciò che la circonda, sempre diversa, sempre peggiore rispetto alle persone a lei vicine. Ma in un momento critico, nel punto di svolta del romanzo, in una situazione estremamente favorevole al riscatto della protagonista che tutto cambia.

Quando le carte in tavola si capovolgono, quando si diventa “migliori”, più belli, più sani delle persone da sempre invidiate, lo si è davvero, oppure si è uguali nella propria diversità? Le vicende della protagonista, che è rabbiosa e sempre molto diretta con tutti – la quale in età adolescenziale vive i primi drammi come insormontabili e in età adulta vive un rapporto conflittuale con la figlia – si intrecciano con quelle delle persone da sempre frequentate, mettendo così in discussione la vita e le scelte compiute.


Le nostre anime di notte – Kent Haruf (NN Editore)


Nel suo breve romanzo, Haruf ci racconta la storia di due persone anziane, Addie e Louis, entrambi vedovi, i quali scoprono di provare sentimenti vivi e veri, sensazioni che credevano di aver seppellito con il matrimonio, di aver provato in giovane età, o addirittura inesplorati. Entrambi si trovano a combattere contro i pregiudizi di chi – amici e famiglia – li considera troppo anziani per l’amore; troppo in là con gli anni per subire un reale sconvolgimento delle proprie emozioni.

Eppure essi si sentono vivi e non più soli, sono felici, rivivono sensazioni passate e ne vivono di nuove, nonostante l’età, come fossero giovani. L’uguaglianza, in questo libro, passa anche attraverso i sentimenti che si modificano, ma rimangono vivi per tutta la vita.