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  • Alice Nicoli

Le vie dell'Eden, Eshkol Nevo

Lo scrittore israeliano Eshkol Nevo durante il lockdown che l'intero mondo ha dovuto affrontare per cercare di contrastare la pandemia da Coronavirus ha scritto il suo nuovo libro, Le vie dell'Eden, edito da Neri Pozza e finalmente disponibile in tutte le librerie.


Per scriver Le vie dell'Eden Nevo prende spunto da un episodio riportato nel Talmud, uno dei testi sacri dell'ebraismo: quattro persone entrano nel Pardès (il giardino dell'Eden) ma solo una ne esce indenne. Questo accade perché non tutti riescono a superare le particolari esperienze che la vita ci costringe ad affrontare. Nella prima storia del libro quindi conosciamo Omri, un musicista che dopo aver conosciuto una coppia durante la loro luna di miele scopre che il marito è morto. L'uomo si ritrova così immischiato in una storia dalle confessioni inaspettate che coinvolgono sia lui che la moglie del defunto, Mor Amirov. Partendo sempre da una confessione conosciamo poi il primario dottor. Caro che nasconde un segreto importante e che si trova a provare uno strano interesse per una specializzanda dell'ospedale, Liat Ben Abu. L'ultima storia che Nevo ci propone è quella più misteriosa: una coppia sposata ogni sabato va a camminare nei frutteti ma un bel giorno durante la camminata il marito si allontana dalla moglie e scompare senza lasciare tracce.


Leggendo la trama dell'opera il romanzo mi ha da subito intrigata e alla fine della lettura posso dire di non essere rimasta delusa. Le vie dell'Eden racconta di tre storie distinte e ambigue tanto che non si riescono a inquadrare bene né i personaggi né le loro vicende. Solo alla fine si arriva a mettere un punto su quello che è accaduto in ogni racconto. Sebbene queste tre narrazioni siano separate tra di loro hanno però qualcosa in comune, dei minimi comun denominatori che le uniscono e le interconnettono. Per prima cosa tutti i personaggi hanno vissuto esperienze forti, radicali e hanno trovano nella scrittura il modo giusto per raccontarle, per sfogarsi, per fare ordine nei pensieri contro quella che invece è la confusione che si prova a causa di quando accade nel corso della propria vita. In secondo luogo tutte le storie raccontano non di vite perfette, tutte rose e fiori, ma di vite vere, reali. Se dovessi pensare a un aggettivo per descrivere il romanzo, infatti, il primo che mi verrebbe in mente sarebbe realtà. In tutte e tre le situazioni ci sono felicità e gioia ma anche sofferenza e difficoltà. Si parla di amore, di famiglia, di rapporti felici, ma allo stesso tempo anche di perdite, di tradimenti, di dolore. Luce e ombra, tutto questo si fonde in queste storie che alla fine con semplicità raccontano perfettamente come sono le relazioni umane: un mix unico di bellezza e difficoltà.


E ho pensato, chi non viene toccato con dolcezza si indurisce dentro. Nevo E., Le vie dell'Eden, Neri Pozza, 2021 p. 116

Scoprendo le tre storie dei protagonisti realizziamo che basta poco per sconvolgere la nostra vita, per trasformarla in qualcosa di diverso da quello che è. Basta un attimo, un incidente imprevisto, un incontro inaspettato o una confessione che svela segreti impensabili a cambiarci per sempre e a farci trovare in situazioni che mai avremmo pensato di vivere. Tutto questo ci unisce ai personaggi del racconto e ci porta a empatizzare con loro. Ci riconosciamo nelle loro emozioni, positive o negative che siano, perché le abbiamo vissute anche noi in qualche modo durante la nostra vita.


Sono le piccole cose a spezzarti il cuore. Nevo E., Le vie dell'Eden, Neri Pozza, 2021 p. 160

Eshkol Nevo affronta poi in questo libro anche il tema delle maschere che ognuno di noi indossa in diverse situazioni. Le indossiamo non solo quando ci troviamo a dover affrontare verità scomode o a dover interagire con altri esseri umani per nascondere le nostre fragilità che si rivelano quando siamo da soli, ma anche quando cerchiamo di proteggerci da quello che è il mondo esterno. Le maschere però, come ci fa capire lo scrittore nel corso del libro, possiamo trovarci a indossarle anche davanti al nostro vero io per nasconderci da quello che abbiamo paura di affrontare, dai segreti che portiamo nel fondo del nostro cuore e che non vogliamo vedere (o che forse non siamo pronti a vedere).


Le tre storie separate alla fine si intrecciano in un finale che lascia lo spettatore con delle

riflessioni importanti grazie alla sua misteriosità. Non sappiamo nello specifico cosa sia l'Eden, nemmeno alla fine della lettura, ma comprendiamo che per arrivarci sarà necessario guardarsi dentro, analizzare la propria vita e cercare una redenzione, una confessione. Ci si deve raccontare, cosa che effettivamente vediamo fare ai tre personaggi protagonisti nella loro catarsi che avviene proprio tramite la scrittura. Nessuno ha una vita perfetta, tutti hanno commesso errori, volontariamente o involontariamente. Il difficile sta nel riconoscerli, nel comprendere che alla fine siamo tutti umani accomunati dal provare emozioni forti e dal fatto che possiamo sbagliare e pentirci degli errori commessi.


Completamente buoni e cattivi si è solo nei film di Hollywood. Le persone vere sono sia una cosa sia l'altra. Nevo E., Le vie dell'Eden, Neri Pozza, 2021 p. 96

La scrittura di Eshkol Nevo è scorrevole ma soprattutto magnetica. Ci sono riferimenti alla cultura israeliana/ebraica che magari possono risultare difficili da comprendere per un pubblico italiano ma comunque non sono eccessivamente fastidiosi. E nonostante questo, comunque, il modo di scrivere di Nevo coinvolge e rende lo spettatore davvero partecipe della storia. Lo scrittore ha creato come un lungo flusso di coscienza dei personaggi che tramite la scrittura si vogliono redimere, coscienti dei loro errori e delle loro fragilità.


Incolpare l'altro è la soluzione più facile. Ma non è giusto. Nevo E., Le vie dell'Eden, Neri Pozza, 2021 p. 14

Tutto questo intriga, lascia con il fiato sospeso dalla prima sino all'ultima parola e anche oltre. Piano piano che si procede con la lettura si conoscono i vari protagonisti del libro e si cerca insieme a loro di sbrogliare le intricate verità che la vita propone. Il lettore si pone domande, cerca indizi e si crea un'idea di come potrebbe proseguire ogni racconto ma Nevo alla fine trova sempre il modo di sorprenderlo e di farlo stare sempre con gli occhi attaccati al libro bramoso di proseguire nella lettura.


In Le vie dell'Eden Nevo ci dona la storia di tre protagonisti che si confessano e si raccontano. Noi ascoltiamo, comprendiamo, dubitiamo e ci fidiamo allo stesso tempo e -cosa ancora più bella- scopriamo nuove storie che con una verità disarmante raccontano l'umanità nel suo vivere.


La nostra anima, Zion l'ha imparato nell'ultimo anno della sua vita, resta eternamente flessibile. È sempre disponibile a lanciarsi nell'ignoto, se solo saremo pronti a correre il rischio. Può sempre dire sì. A un amore nuovo, a una musica nuova, alla possibilità che la storia non sia ancora finita. Nevo E., Le vie dell'Eden, Neri Pozza, 2021 p. 204

Fonti che hanno supportato la stesura dell'articolo


Nevo E., Le vie dell'Eden, Neri Pozza, Vicenza 2021

Benini A., Il fascino dell'ambiguità. Le vie dell'Eden, l'ultimo libro di Eshkol Nevo, Il Foglio

3) Di Virgilio J., Le confessioni di Eshkol Nevo per raggiungere Le vie dell’Eden, Il Libraio.it