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  • Alice Nicoli

La saga Corte di Spine e Rose, Sarah J. Maas

È una delle serie fantasy più consigliate su Tik Tok e amate dai lettori di tutto il mondo. Sto parlando della saga Court of Thorns and Roses (Corte di Spine e Rose) di Sarah J. Maas, edita in Italia da Mondadori. La serie è al momento composta da una trilogia principale, due novelle, e un primo libro che dovrebbe essere l'inizio di un'altra trilogia su due personaggi secondari del primo filone. In questo articolo vi propongo quindi la recensione della trilogia fantasy principale composta dai libri La Corte di Rose e Spine (Acotar), La Corte di Nebbia e Furia (Acomaf) e La Corte di Ali e Rovina (Acowar).


Prima di leggere questa trilogia non conoscevo la scrittrice e mi sono approcciata ai suoi libri perché da amante del fantasy non ho potuto resistere quando ho visto come si parlasse molto bene di questa saga. Avevo quindi aspettative molto alte, non volevo essere delusa, e posso dire che questi tre libri hanno addirittura superato le mie previsioni. La scrittura della Maas mi ha davvero conquistata. Con la sua caratterizzazione precisa dei personaggi e con il suo modo di descrivere i paesaggi dove vivono i protagonisti la scrittrice è riuscita a trascinarmi in un mondo nuovo. Mi ha fatto emozionare, rimanere incollata alle pagine, piangere (tanto) e anche scoprire tante cose nuove che porterò con me per sempre.


Forse avrei insegnato ad altri che erano come me: frantumati in parte, che provavano a combattere, che cercavano di capire che altro avessero dentro oltre all'oscurità e al dolore. Maas S.J., La Corte di Nebbia e Furia, Mondadori, Milano, 2021 p. 1072

Ma cominciamo dal primo libro. La Corte di Rose e Spine è un retelling de La Bella e La Bestia anche se Maas si distacca da questa favola nella seconda parte del romanzo. Il libro racconta la storia di Feyre, terza figlia di un mercante in disgrazia che è costretta ad avventurarsi nei boschi che circondano casa sua per procurare qualcosa da mangiare alla famiglia. È proprio in questi boschi che la sua avventura incomincia. Feyre infatti abita vicino al muro che separa i territori umani dai territori Fae, esseri magici che abitano a Prythian divisi in corti controllate dai Signori Supremi. Nel bosco Feyre uccide un Fae con le sembianze di lupo. Anche se il Trattato stipulato tra Fae e umani prevede la morte di qualsiasi umano colpevole di aver ucciso un Fae il Signore Supremo della Corte della Primavera, Tamlin, risparmia la ragazza e la porta con sé nel suo territorio. La vita di Feyre viene così stravolta e la giovane inizia a provare qualcosa per il Fae che la tiene nel suo Regno. Non tutto però va per il verso giusto e Feyre scoprirà che Prythian è vittima di una maledizione. Solo lei potrà salvare quel regno e quel Fae che ha imparato ad amare ma cosa sarà disposta a sacrificare per farlo?

Acotar parte a rilento. I primi capitoli sono introduttivi ai personaggi e al mondo fantastico creato dalla Maas. Tutto sembra andare perfettamente e ci si chiede quando inizieranno i problemi. E presto si è accontentati. La seconda parte del romanzo, infatti, è all'insegna dell'azione e la luce che si era respirata nella prima parte del libro lascia spazio ad un'oscurità davvero profonda. Feyre dovrà affrontare di tutto e la trama, farcita di colpi di scena e intrighi, non farà altro che trascinare il lettore sempre di più al suo interno. Altro aspetto che ho amato del libro sono i personaggi. Feyre non è un'eroina debole ma è coraggiosa, altruista, compassionevole. È umana. Tamlin invece è descritto come un felino con tratti oscuri ma protettivo e con un'anima che anela l'amore. Maas ci presenta poi il braccio destro di Tamlin, Lucien, Fae ironico che nasconde un cuore gentile. Proprio per questo è stato uno dei personaggi che più ho amato insieme a Rhysand, il Signore Supremo della Corte della Notte che verrà approfondito nei libri successivi. Rhys qui è il cattivo-buono della situazione ed è in grado di catturare l'attenzione del lettore sin dalla sua prima scena. È magnetico, calcolatore, dall'apparenza spietata ma dal cuore dolce: è la notte oscura e le stelle luminose del cielo allo stesso tempo.


È proprio grazie a Rhys che se Acotar è un buon libro Acomaf e Acowar sono superlativi. Se alla fine di Acotar abbiamo l'agognato lieto fine in La Corte di Nebbia e Furia scopriamo che niente è come sembra. Che la luce cela dentro di sé l'oscurità e che quello che è pericoloso in verità è la salvezza che abbiamo sempre desiderato. Se Acotar era la favola gli ultimi due libri della trilogia cambiano totalmente la prospettiva. Maas riesce a descrivere la storia di Feyre con un giusto equilibrio tra amore, sofferenza, violenza e passione. Acomaf riprende dopo che Fayre ha lasciato il Regno sotto la Montagna ed è riuscita a tornare alla Corte della Primavera. È sopravvissuta ed è riuscita a scappare insieme al suo amato Tamlin ma per farlo ha dovuto pagare un prezzo molto alto. Qualcosa dentro di lei si è rotto. È viva ma ha perso qualcosa e questa mancanza la sta consumando.


Piansi per tutto ciò che avevo perso, per ogni ferita che mi avevano inflitto, sia fisica sia mentale. Piansi per quella parte frivola di me, un tempo così piena di colore e luce e ormai vuota e cupa. Non riuscivo a smettere. Non riuscivo a respirare. Maas S.J., La Corte di Rose e Spine, Mondadori, Milano 2021, p. 728

Tamlin non solo non sembra accorgersi di questo buco nero ma peggiora la situazione. Arriva però Rhys che viene a reclamare il rispetto del patto stretto con Feyre che prevede che la ragazza lo segua alla Corte della Notte una settimana ogni mese. Feyre non vuole seguire l'uomo che le si para davanti ma è obbligata a farlo. Nel seguire il Signore Supremo della Corte della Notte facciamo quindi la conoscenza di altri personaggi. Impariamo ad amare, oltre a Rhys, anche i due potenti guerrieri Illiryan ovvero il silenzioso e profondo Azriel e il combattivo e passionale Cassian; la pungente e delicata Morrigan; l'incomprensibile e potente Amren e anche le due sorelle di Feyre, Elain e Nesta. Sono personaggi totalmente diversi tra loro ma credetemi se vi dico che sarà impossibile non innamorarsi di tutti loro. Acomaf quindi ribalta la storia iniziale e la approfondisce. Feyre riesce a riconoscere che quello che aveva prima non era la vera felicità, che lei non è un oggetto spento ma che è ancora in grado di vivere una vita piena e felice.


Non ero una bestiolina domestica, non ero una bambola, non ero un animale. Ero una che sapeva sopravvivere, ed ero forte. Non sarei più stata debole o inerme. Non avrei più permesso a nessuno di spezzarmi. Di addomesticarmi Maas S.J., La Corte di Rose e Spine, Mondadori, Milano 2021, p. 428

Le minacce al Regno di Prythian però non sono finite e oltre a lottare con sé stessa la ragazza dovrà far fronte a un nuovo nemico: il re di Hybern con il Calderone. Acomaf quindi pone le basi per l'ultimo libro della trilogia, La Corte di Ali e Rovina, a mio avviso il migliore libro della saga. Ormai abbiamo conosciuto i personaggi ma anche in questo romanzo Maas stupisce. La battaglia finale è vicina e l'obiettivo dei protagonisti è quello di trovare più alleati possibili per impedire al nemico di distruggere il muro e conquistare i territori Fae e umani per instaurare un regime di terrore. Il libro propone una serie di colpi di scena consecutivi che lasciano davvero a bocca aperta. Ogni capitolo sembra il culmine, si pensa che Maas non possa stupire ancora di più e invece puntualmente al capitolo dopo ci si deve ricredere. Durante la battaglia finale poi succede di tutto. È descritta in una maniera talmente cruda, imprevedibile e toccante che il lettore si troverà a versare lacrime di gioia e dolore allo stesso tempo.


E se tutto... tutto fosse un dono. Maas S.J., La Corte di Ali e Rovina, Mondadori, Milano 2021 p. 1982

Acomaf chiude l'arco narrativo principale della storia ma è già stato pubblicato un altro libro, La Corte di Fiamme e Argento, che racconta la storia di altri due protagonisti dei libri ovvero Cassian e Nesta. Sicuramente poi altri libri bollono in pentola, anzi nel Calderone per restare in tema, e non vedo l'ora di leggere anche quelli.


Nella lettura di questi tre libri mi sono legata così tanto ai personaggi che non volevo lasciarli andare e che ho sentito un enorme vuoto quando ho capito che avevo terminato la lettura. Per pochi libri mi è capitato di sentire questa sensazione, il non volerli finire di leggere perché sarei dovuta tornare alla realtà. La cosa particolare di questi libri è che nel corso del viaggio della protagonista il lettore cresce e cambia con lei. Fa i suoi errori, soffre e gioisce con lei, combatte per le persone che ama. Leggendo la saga della Maas non leggerai di Feyre ma sarai Feyre e penso che sia uno dei traguardi più belli quando uno scrittore riesce a far sentire il lettore il protagonista della storia a 360°. Spero quindi di poter tornare presto a Velaris, la città delle stelle. A casa.


Fonti che hanno supportato la stesura dell’articolo


Maas S.J., La Corte di Rose e Spine, Mondadori, Milano 2021

Maas S.J., La Corte di Nebbia e Furia, Mondadori, Milano 2021

Maas S.J., La Corte di Ali e Rovina, Mondadori, Milano 2021