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  • Erika Gori

La casa senza ricordi, Donato Carrisi


La casa senza ricordi è l’ultimo romanzo dell’autore italiano Donato Carrisi, un vero e proprio maestro del giallo, nonché uno dei più conosciuti e accattivanti giallisti all’interno del panorama letterario internazionale. Gli amanti di questo genere avranno sicuramente letto qualcuno dei suoi romanzi o visto i film tratti dai suoi libri come La ragazza nella nebbia con Toni Servillo, rimanendo col fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina, o dal primo all’ultimo minuto, grazie alle sue abilità narrative che lo hanno sempre contraddistinto.

Carrisi ha un background di studi in giurisprudenza, criminologia e scienze del comportamento che gli consentono di narrare con verosimiglianza situazioni molto particolari, come il mondo degli ipnotisti e le loro pratiche, la psicologia infantile e le problematiche di giovani pazienti.

Nel 2019 esce infatti il primo volume intitolato La casa delle voci che presenta per la prima volta al grande pubblico il nuovo personaggio ideato da Carrisi, lo psicologo infantile e ipnotista Pietro Gerber. Gerber vive e lavora a Firenze, dove è conosciuto anche come l’addormentatore di bambini; ha aiutato a risolvere molti casi di minori vittime di traumi o violenze che non riuscivano a comunicare, grazie alla pratica dell’ipnosi. La casa senza ricordi si può considerare quindi in parte come un seguito de La casa delle voci, in primis per il fatto che le vicende avvengono successivamente rispetto al caso narrato nel primo romanzo, sebbene non sia necessario averlo letto per godersi la storia de La casa senza ricordi con il giusto pathos. In quest’ultimo scoprirete un nuovo caso che nulla ha a che vedere con il precedente, se non per i personaggi stessi che si portano dietro difficoltà e tensioni dal volume scorso.

Pietro Gerber si occupa con passione e dedizione di aiutare piccoli pazienti che hanno bisogno di guarire da traumi attraverso l’ipnosi, tecnica in cui Gerber è specializzato e rinomato in tutta la città.

Questa volta il paziente è un giovane di 12 anni di nome Nikolin, un bambino scomparso 8 mesi prima insieme alla madre, che viene successivamente ritrovato di notte nel bosco da una levatrice di cavalli in circostanze alquanto misteriose. Fra tutti gli psicologi di Firenze viene chiamato nuovamente proprio Gerber, per tentare di ricostruire come siano andati i fatti e capire cosa sia successo al piccolo e alla madre. Non appena il bambino inizierà a parlare, sotto effetto dell’ipnosi, la storia che piano piano emerge è qualcosa di sconcertante e spaventoso. Da questo momento in poi, vita personale e caso seguito si intrecciano costantemente e per Gerber sembra diventare impossibile scindere le due cose. Eppure deve portare il suo lavoro e rispettare la promessa che ha fatto al suo paziente e a sé stesso: dimostrare l’innocenza di Nikolin nella vicenda e nella sparizione della madre, nonostante questo possa avere pesanti conseguenze per sé stesso e per la sua famiglia. Andare fino in fondo, scavare per cercare la verità e liberare dalla prigionia delle proprie menti i suoi piccoli pazienti è quello che più gli sta a cuore. Gerber avrà successo ancora una volta?

Carrisi riesce a tenere costantemente sulle spine il lettore, che si ritrova ad assistere ad un colpo di scena dopo l’altro che rendono le vicissitudini ancora più intricate fra di loro, creando addirittura una sorta di confusione nella mente del lettore, che si trova a dover distinguere tra cosa può essere reale e cosa no. Cosa sia realmente accaduto e cosa no. A Carrisi piace giocare non solo con la psiche dei personaggi, mettendo a dura prova l’ipnotista stesso, che si ritrova, come nel romanzo precedente, totalmente coinvolto nel caso anche a livello personale, ma anche con quella del lettore, mostrando fino a che punto si può spingere la mente umana, un mondo ai più sconosciuto ma dotato di capacità inestimabili. È importante sottolineare come le pratiche ipnotiche descritte nel racconto siano vere ed effettivamente utilizzate nelle terapie, per comprendere che quello è un mondo reale, che esiste, un mondo che affascina un lettore che di psicologia e tecniche di ipnosi sa ben poco. Il lettore, quindi, rimane stupefatto, ma allo stesso tempo estasiato, di fronte alla consapevolezza di cosa può creare la mente e dell’opposizione che può fare al raggiungimento della verità.

La casa dei ricordi è chiaramente un thriller psicologico; si compone infatti dei tipici elementi dell’indagine investigativa – gli inquirenti devono capire cosa è successo al bambino e alla madre misteriosamente scomparsi – della suspence, elemento presente per tutto il racconto, enfatizzato dalla narrazione incalzante che procede tanto velocemente quanto la voglia del lettore di scoprire la verità; il coinvolgimento emotivo del pubblico che si trova immerso in una clima di crescente tensione e in questo particolare caso, il coinvolgimento anche mentale del lettore che entra come ina sorta di trip psicologico dal quale è impossibile uscire fino a che non verrà sciolta la matassa della storia.

Come a volte accade nei romanzi di Carrisi, sulla fine del racconto ci sono punti che, volutamente o no, vengono lasciati irrisolti. Domande a cui non vengono date risposte, scelte che non vengono chiarificate e restano senza un’apparente motivazione… cosa ne sarà di quel personaggio? E quindi? Non ci è dato sapere se questa possa essere un’astuzia volutamente pensata da Carrisi che preferisce lasciare dubbi e incertezze nel lettore anche dopo la conclusione del romanzo, per indurlo a pensare ancora e ancora a quel particolare che non quadra. O forse tutte le risposte sono già presenti all’interno del libro e Carrisi confida invece nella capacità del lettore di mettere insieme tutti i pezzi per comprendere a pieno lo scioglimento della trama, fornendo tutti gli strumenti in anticipo.

Poco importa, perché quello che è certo è che Carrisi è indubbiamente uno dei più abili e scrittori di gialli contemporanei, con una capacità narrativa magnetica, in grado di coinvolgere completamente all’interno della storia e rendere così reali i personaggi e le loro emozioni.

Una lettura da fare tutta d’un fiato, vivamente consigliata a coloro che abbiano voglia di mettere in discussione ciò in cui hanno sempre creduto e dato per scontato. Perché la realtà non è sempre come appare e la nostra mente può giocare brutti scherzi.