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  • Serena Votano

La banda della regina, Sante Roperto

La banda della Regina di Sante Roperto edito Cento Autori Edizioni nel 2021, è un romanzo sul passato, sui ricordi difficili da disseppellire e su una partita a scacchi che, giù in Calabria, aspetta il professor Morselli: quella contro il destino.

In quei giorni ero tornato, anche se soltanto per poco, perché cercavo informazioni che avevo a cuore. Ero venuto spinto da una mia ossessione cresciuta con ansia anno dopo anno: era una tenue speranza, forse un’illusione, ma preferivo cullarla come si fa con i desideri a cui teniamo molto.

Alfredo Morselli insegna storia e vive a Bologna, sta scrivendo un saggio su un brigante dell'Ottocento, Panedigrano, protagonista della resistenza antifrancese in epoca napoleonica. Si reca quindi in Calabria per recuperare materiale per il suo testo, supportato dal giornalista Lorenzi, di fondamentale importanza.

Tornare nella calda regione a distanza di venticinque anni riporta alla memoria di Alfredo un’altra persona su cui indagare, un amico scomparsa in mare: Pietro Maselli.


C’è qualcosa che il vento del sud indurisce. Non so se questa terra abbia mai avuto slanci o speranze, a me pare abbia sempre dovuto lottare per difendersi. Sembrava un posto pieno di cicatrici. E il caldo faceva il resto: chi passava da queste parti aveva la breve, sconfortante illusione di essere sotto un’immensa cupola di calore che imprigionava le persone e opprimeva il paesaggio, senza lasciar evaporare nulla.

Una ricerca che porta i due improbabili amici a percorrere la Calabria in lungo e largo, attraverso i borghi e le spiagge di una regione che ha ancora tanto da scoprire e imparare, ma poca voglia di investire su se stessa.

Ritrova vecchi amici e incontra volti nuovi, tutti fermi, ostinati a lasciare il passato dov’è. Un po’ come Paola, la ragazza di cui Pietro era innamorato, adesso madre di famiglia.

Sono molte le incongruenze di un caso accantonato troppo in fretta, come la misteriosa di un piccolo club di scacchi di cui Pietro faceva parte.


È un piccolo club che ha quasi mezzo secolo di vita. Si chiama La banda della Regina.

Il club era solito organizzare un torneo negli ultimi giorni di luglio, nella foto è presente l’amico Pietro ma, secondo i calcoli del professor Alfredo, non è possibile che fosse lì: era scomparso il 26 luglio.

Che lui sia ancora vivo? Alfredo cerca di risolvere l’enigma. Come in una partita a scacchi, muove torri e cavalli nel tentativo di fregare l’avversario, il destino, sacrificando anche qualche pedone. Non importa.

In questa sua personale sfida, simile a L’ora della civetta di Leonardo Sciascia, l’obiettivo è abbattere il muro di omertà, di silenzio, intorno alla morte dell’amico Pietro. Ma sarà il destino ad averla vinta, a dare scacco matto al professore?


Aveva ragione Leonardo Sciascia: l’Italia era un paese senza verità. Prigioniero, avrei aggiunto io, del più eterno dei paradossi: aveva una storia millenaria talmente grande che ci sentivamo autorizzati a poterla dimenticare. Una terra fatta di storia, ma non di memoria.

La banda della Regina è un libro dedicato principalmente all’amicizia. È il motore che muove tutto il romanzo e a cui si aggrappa il protagonista: la vecchia amicizia che gli ha permesso di passare i suoi migliori anni in una terra che non era la sua ma che lo ha adottato come figlio, e un’amicizia nuova pronta a ritrovare le radici del passato attraversando Lamezia, Cosenza, Vivario, fino a Reggio Calabria. Legami che vanno oltre il sangue e la famiglia.