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  • Rosanna Anselmi

L’amore viene prima, Andrea Bajani

Amore deriva dal latino amor, amoris, un corrispondente di quello che in greco erano la philia e l’eros. Due parole e non una, perché i greci distinguevano le varie sfumature di significato, quindi di sentimento, che i latini, prima, e gli italiani, poi, hanno unito in una sola parola: amore, appunto. C’è stata un’epoca, per esempio, in cui i termini amore e amicizia, amante e amico, avevamo quasi lo stesso valore. E così i provenzali del XII secolo chiamavano amica la donna che sognavano e desideravano carnalmente, mentre i fiorentini del ‘300 chiamavano amore il sentimento d’affetto che provavano per i loro amici. Perché, si sa, di amore non ne esiste un solo tipo e tutti usiamo una sola parola – amore – per definire sentimenti diversi tra di loro, per rivolgerci a persone diverse, che occupano posizioni diverse nella nostra vita. E tra tutti questi amori, ce n’è uno e uno soltanto che nasce in noi ancor prima che la persona alla quale rivolgiamo questo sentimento esista su questa terra: è l’amore di un genitore verso i propri figli.


Forse per questo lo scrittore e poeta Andrea Bajani, che ha vissuto uno dei momenti più belli della propria vita, ha deciso di dedicarci un libro di poesie, di canti minuti – come li definisce lui – e di intitolarlo proprio L’amore viene prima.


Edito da Feltrinelli, pubblicato per la prima volta nel marzo 2022, L’amore viene prima raccoglie 48 poesie che raccontano il primo mese di vita di un figlio attraverso gli occhi di un padre che, semplicemente, prova il più umano dei sentimenti, il più naturale e viscerale. Un titolo che dice tutto, tutto quello che si può dire e che non potrebbe essere detto in altri modi. La scrittura delle poesie viene presentata dall’autore quasi come una necessità. Nell’introduzione di L’amore viene prima, leggiamo


«Nel primo mese di vita di nostro figlio mi è stato chiesto decine di volte che cosa provassi, come fosse il bambino, come mi sentissi a essere padre. Per quanto stordito, inebetito d’amore non ho mai saputo che dire: ogni frase a consuntivo mi suonava retorica. […] L’unica cosa che sono riuscito a fare, in quel lasso di tempo, è stata aprire un quaderno e appuntare dei versi. […] I fatti, quello che succedeva, in fondo, era tutto quello che avevo da dire». Bajani A., L’amore viene prima, Feltrinelli, Milano, 2022, p.7

Bajani racconta fatti di vita quotidiana, momenti giornalieri, cose semplici che sono accadute in questo primo mese di vita, partendo dal momento zero, la nascita di questa nuova vita.


0. Ecco un altro figlio della luna, dice il dottore entrando in sala parto. Fino a ieri il reparto era semivuoto, in sei ore si sono rotte sette acque, sette donne sono già in travaglio. Tua madre spinge, mentre il cielo partorisce il nostro satellite maggiore. Bajani A., L’amore viene prima, p.13

Quando arriva un figlio cambia la vita, cambiano le cose attorno a noi ma cambia soprattutto il modo di vedere il mondo. Come racconta Bajani in un’intervista, quando hai un figlio cambia il modo di dire io e questo lo dicono anche le sue poesie. Nella poesia n.6, per esempio, leggiamo «sto imparando a fare quasi tutto, mentre mi dormi sereno sullo sterno» e poi nella poesia n.10 si dice «(…) aspetto il numero alla cassa: è un fatto questa mia continua oscillazione, con il corpo, da sinistra verso destra, come dovessi farti addormentare». Sono solo frammenti di poesie con cui il poeta altro non dice se non che la condizione di padre è ormai totalizzante e quindi tocca, influenza, abbraccia, ogni aspetto e ogni momento della vita. Di questa cosa Bajani ne ha piena consapevolezza, lo dimostra da quel semplice è un fatto: un fatto che viene accettato e interiorizzato.


L’amore viene prima è una raccolta di poesie della quotidianità, non c’è dubbio e forse è questa l’eccezionalità dell’opera. Tutto si fa poesia, tutto è degno di essere poesia: dalle buste della spesa, al racconto di una notte in bianco passata a cullare il figlio, per passare alla fila alle poste. Il lettore è catapultato nella vita intima, persino notturna, della casa. Leggendo i componimenti, diventiamo spettatori delle notti insonni dei due genitori e scopriamo quali sono gli stratagemmi usati per far addormentare il bambino.


L’io che parla è il poeta-padre che attraversa la vita e fa esperienza quotidiana delle cose con occhi nuovi. Mette la sua persona al servizio di un bambino, il suo bambino. Ma non è da solo in questo viaggio. Insieme al lui, padre e poeta, c’è la mamma del bambino: «tua madre» dice Bajani rivolgendosi al figlio. Questa donna è presente in tante poesie ed è presente specialmente con il suo corpo. Di questo corpo femminile che ha compiuto il miracolo della vita, il poeta sottolinea i segni della gravidanza e del parto, ci racconta del suo seno, che nutre il figlio, ci racconta anche delle sue mani, che durante la notte si muovono e cercano un volto, quello del figlio e quello del marito.


30. A volte tua madre ti contempla mentre semisveglio dondoli in salotto, altre invece si accontenta di una foto. Le sei d’ispirazione, sei il modello, la sua musa, l’oggetto del ritratto: le estrai il succo, che prima monta poi prorompe bianco nel barattolo, tiepido di seno. La sua opera dal vero. Bajani A., L’amore viene prima, p.44

Quello di Bajani è un vero esercizio poetico che vuole portare sulla carta le sfide e le gioie di tutti i giorni che nel primo mese di vita del figlio appena nato stanno vivendo questi due genitori. L’impianto formale dei testi tende alla narrazione, la sintassi è lineare, di stampo prosastico. Non c’è uso di termini aulici, né di artifici retorici complessi. Le parole sono comuni, non difficili, sono quelle che tutti usano, anche se i fatti che si raccontano sono, si semplici, ma eccezionali.


In fin dei conti, è come se Bajani aprisse le porte di casa sua ai suoi lettori, che, insieme a lui e alla madre, possono percorrere, passo dopo passo, fatto dopo fatto, le prime esperienze di vita di questo «figlio della luna».


L’amore raccontato da Bajani è quel tipo di amore che non ha riserve, che è senza limiti e senza timori. Amare quella personcina perché non si può fare altro, senza condizioni, senza compromessi. Amare un figlio con ogni cellula del proprio corpo, lo stesso, medesimo corpo che gli ha dato la vita.


Fonti che hanno supportato la stesura dell'articolo

PER LA VOCE AMORE: Enciclopedia Treccani online

PER IL PROFILO DI BAJANI: Bajani, Andrea in Enciclopedia Treccani online

PER L’OPERA: L’amore viene prima di Andrea Bajani. Con Michele Bravi (Presentazione del libro)