Cerca
  • Tatiana Covino

Ivy, Susie Yang

Ivy è il primo romanzo della scrittrice Susie Yang, nata in Cina ed emigrata negli Stati Uniti da bambina. In questo romanzo, Yang ci descrive la vita di Ivy, una bambina cinese che, nella prima parte della sua infanzia, resta a vivere con sua nonna Meifeng in Cina e, all’età di cinque anni, può finalmente raggiungere i suoi genitori negli Stati Uniti. Questa nuova vita metterà Ivy di fronte alle differenze sociali e la spingerà a voler entrare a tutti i costi a far parte della borghesia americana.


Nel suo libro di 413 pagine, Susie ci racconta la scalata sociale di una ragazza qualunque, disposta a fare di tutto pur di arrivare al vertice della società. La narrazione si concentra particolarmente su quelli che sono i pensieri e le paure di Ivy, permettendo a chi legge di interiorizzarli ed entrare nella mente della protagonista.

La stampa americana ha definito il romanzo di Susie Yang come «Il talento di Mr. Ripley nell’era di Istagram». In effetti, la storia che ci racconta la Yang trova molti punti in comune con il film del ‘99 del regista Anthony Minghella: la contrapposizione tra la popolazione di ceto medio e la borghesia, come quest’ultima è ritenuta il punto di massimo splendore, tanto da spingere entrambi i protagonisti a mentire, a commettere azioni terribili e ad abbandonare perfino se stessi per riuscire a farne parte.

Inoltre, il romanzo di Susie Yang, presto diventerà una serie televisiva firmata da Shonda Rhimes.


Il romanzo è diviso in cinque parti, ognuna delle quali racchiude un avvenimento importante della vita di Ivy e ci aiuta a delinearne sempre di più il tipo di carattere. La prima parte ci parla della sua infanzia e di come abbia imparato da sua nonna a diventare una ladra.

La prima volta che Meifeng aveva reclutato Ivy per una di quelle imprese era stato al Goodwill di zona, il discount più economico della città. Ivy stava frugando in una cassa di bigiotteria e spille floreali quando sua nonna l’aveva apostrofata con il suo nomignolo affettuoso, Baobao, e le aveva messo in mano un maglione di lana puzzolente di naftalina. «Aiutami a togliere questo adesivo» le disse Meifeng. «E senza romperlo.» S. Yang, Ivy, Neri Pozza, 2021, p. 17

Già dalle prime pagine il lettore entra a far parte del mondo di Ivy: la sua famiglia non è benestante, vive in ristrettezze economiche e questo sarà il filo che la giovane Ivy si porterà dietro per tutta la vita e che cercherà, in tutti i modi, di tagliare. In questa prima parte, inoltre, Susie Yang ci descrive, almeno simbolicamente, anche quella che è la differenza tra l’istruzione americana e quella cinese, in particolare quelle che sono le punizioni:


Era il sistema cinese: punizioni corporali seguite da esagerata gentilezza. Nan picchiava continuamente Shen, e poi gli preparava la sua zuppa preferita e si preoccupava per la sua salute. Quando oltrepassava i limiti, anche Shen picchiava Nan, e poi le prometteva che avrebbe smesso di fumare. Meifeng non picchiava mai Ivy, però le suonava quasi tutti i giorni a Austin, dicendogli che lo faceva per il suo bene e che doveva esserle grato per la disciplina che lei impartiva al suo nipotino, mentre quei poveri bambini americani con i nonni pigri finivano per diventare delinquenti, mai picchiati e mai amati. Dopodiché lo portava al McDonald’s per un Happy Meal. A casa Lin si veniva premiati per essere stati puniti. S. Yang, Ivy, Neri Pozza, 2021, p. 32

Un momento fondamentale per la narrazione si ha quando Ivy, mentendo a sua madre, va ad una festa organizzata da un suo compagno di scuola, Gideon: dopo averla scoperta, Nan decide di allontanarla per un po’ dall’America e di mandarla in Cina per le vacanze estive. Qui sarà accolta da sua cugina Surin, che vive la sua vita nel lusso: Ivy prenderà lei come esempio della sua vita futura; non vuole più accontentarsi di quello che la sua famiglia può offrirle e decide che da quel momento in poi farà di tutto per entrare a far parte della borghesia.


L’esperienza della ricchezza, per quanto di seconda mano, le aveva impresso un marchio indelebile sul cuore, e anche tempo dopo, i dettagli della casa di Surin e della sua auto ormai svaniti dalla sua memoria, non avrebbe mai dimenticato che effetto faceva vedere le commesse che le si affaccendavano attorno, piene di rispetto e deferenza, mentre lei si sentiva impavida, in possesso di qualcosa che nessuno avrebbe mai potuto sottrarle. S. Yang, Ivy, Neri Pozza, 2021, p. 82

Finita questa parte del romanzo, Susie Yang fa un salto temporale: ci lascia ad una Ivy appena diplomata per farci trovare di fronte ad una Ivy ormai donna, impegnata nel suo lavoro di insegnante. Grazie ad una delle sue allieve incontra Sylvia, la sorella di Gideon, suo vecchio compagno di classe, nonché il suo più grande e segreto amore. Grazie a questo incontro Ivy inizierà a realizzare il suo sogno e ad essere invitata ed inclusa della vita borghese. Gideon e la sua famiglia, infatti, rappresentato la perfezione alla quale ha sempre aspirato: una famiglia benestante e perfetta, sempre educata ed in vista, e alla quale si aggrapperà con tutte le sue forze, tanto da rinunciare alle cose più essenziali pur di sentirsi ricca come loro e pur di non mostrare il suo vero stato economico:


Non sapeva quali altre spese tagliare: aveva già smesso di andare al cinema e di spendere per libri, caffè e cibo a domicilio. Il suo vizio maggiore erano le sigarette, ma ogni volta che cercava di smettere non faceva che spendere ancora di più (…) Aveva preso l’uva solo per le vitamine. Avrebbe smesso di comprare la frutta. S. Yang, Ivy, Neri Pozza, 2021, p. 228

Nonostante Ivy diventerà la fidanzata di Gideon ed inizierà a frequentare l’alta società americana, non si sentirà mai all’altezza: «La cortesia degli Speyer l’aveva illusa di aver fatto progressi, quando in realtà il suo impatto su quella gente era lo stesso di una palla che rimbalza sulla gommapiuma».


Sono due i personaggi importanti all’interno della vita di Ivy: il primo è sicuramente Gideon, l’altro è Roux. Roux era un bambino che aveva conosciuto durante la sua infanzia, un bambino proprio come lei, con una famiglia povera e che non si faceva scrupoli a rubare pur di portare qualcosa da mangiare a casa. I due uomini rappresentano l’opposto: mentre Gideon incarna la perfezione che lei ha sempre desiderato, Roux incarna il suo passato, quello da cui tenta in ogni modo di scappare. Durante la sua prima vacanza con Gideon a casa Speyer, Ivy incontrerà dopo tanto tempo Roux, che ormai è diventato un uomo ricco e affermato. Da questo momento in poi le due realtà, quella del desiderio di arrivare in alto e quella del suo passato, si intrecceranno fino alla fine del romanzo. Ivy desidera stare con Gideon e coronare il suo sogno ma, allo stesso tempo, lo sente distante e irraggiungibile: questo suo comportamento la porterà a decidere di lasciarlo e a scappare con Roux, con il quale aveva passato una notte d’amore. All’indomani della decisione, contro ogni aspettativa, Gideon le chiederà di sposarla e lei accetterà. Ma ogni volta che sentirà il suo fidanzato lontano, la paura di essere abbandonata la porterà tra le braccia di Roux, con il quale inizierà una storia clandestina:

Sei giorni dopo era di nuovo lì, stavolta perché Gideon aveva mandato a monte la loro cena dopo che Ivy aveva trascorso l’intero pomeriggio a cuocere un perfetto cioppino della cucina italinoamericana, e tutte le cozze che aveva sgusciato a una a una erano finite nella spazzatura perché lei le detestava (…) S. Yang, Ivy, Neri Pozza, 2021, p. 259

Questa relazione con Roux per Ivy non è altro che una scappatoia, un porto sicuro dove rifugiarsi ogni qualvolta sente che Gideon si sta allontanando da lei. Per Roux, invece, Ivy è la donna che vuole avere al suo fianco, una donna che non stima per il suo comportamento, ma che ama profondamente, tanto da spingerlo a metterla davanti ad una scelta. Ivy, pur di non perdere tutto quello che aveva costruito con il tempo, deciderà di rendersi colpevole di azioni terribili per le quali non proverà, se non per un breve istante, veramente rimorso. Quando, al termine del libro, verrà a scoprire il terribile segreto del suo fidanzato e della sua famiglia, ancora una volta Ivy deciderà di girarsi dall’altro lato e si illuderà che è tutto nella sua testa, che Gideon è il ragazzo perfetto e che lei potrà finalmente raggiungere quella vita tanto idealizzata e desiderata, anche se ciò significa mentire a sé stessa e vivere in una bugia:


E poi… Ivy non aveva visto niente fuori dall’ordinario… Sylvia aveva ragione, di cosa stava accusando Gideon? Si era limitato a chiamare Tom. Le aveva scatenato un momento di terrore cieco là fuori sul prato, ma la sua mente era sotto stress per le medicine, l’alcol, la paranoia che Gideon potesse lasciarla… S. Yang, Ivy, Neri Pozza, 2021, p. 411


Fonti che hanno supportato la stesura dell’articolo

Yang S., Ivy, Neri Pozza, Vicenza, 2021

BUSTLE, Bustel Digital Group, New York

Minghella A., Il talento di Mr. Ripley, 1999