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  • Tatiana Covino

Drive my car, Murakami Haruki

Drive my car è un racconto dello scrittore giapponese Murakami Haruki contenuto nella raccolta Uomini senza donne, pubblicata in Italia nel 2014 dalla casa editrice Einaudi. Drive my car è il primo racconto del libro e ha ispirato l’omonimo film, diretto dal regista Ryusuke Hamaguchi, vincitore del Premio Oscar 2022 come Miglior film internazionale e del Golden Globe 2022 come Miglior film in lingua straniera.

Uomini senza donne è una raccolta di racconti in cui il protagonista indiscusso è l’amore che gli uomini provano verso donne che hanno perso o che li hanno abbandonati. Il dolore è presente in tutti i racconti ma, a mancare, è proprio il rancore che questi uomini provano nei confronti delle proprie donne: sono consapevoli che senza di loro la vita sarebbe vuota e non avrebbe senso di esistere.


In Drive my car, il cui titolo è un omaggio alla canzone dei Beatles, Murakami scrive di un amore disperato. Il protagonista è Kafuku, un attore di teatro che assume una donna per guidare la sua auto e accompagnarlo ogni giorno sul posto di lavoro: sarà proprio durante questi viaggi che penserà a sua moglie morta, ripercorrendo tutta la loro storia matrimoniale e cercando di capire il motivo che la spingeva a tradirlo con vari uomini.


Perché lei sentisse il bisogno di andare a letto con altri uomini, Kafuku non l’aveva mai capito. Ancora adesso non riusciva a spiegarselo. Da quando si erano sposati il loro rapporto, sia in quanto marito e moglie, sia in quanto compagni di vita, era sempre stato ottimo. (…) Ciononostante, perché sua moglie aveva avuto altri uomini? Avrebbe dovuto farsi coraggio e domandarlo a lei finché era in vita. Kafuku se lo diceva spesso. (…) Ma davanti alla moglie che stava per andarsene fra terribili sofferenze non era riuscito a proferire quelle parole. Così lei aveva lasciato il mondo dei vivi senza dargli uno straccio di spiegazione. MURAKAMI H., Drive my car, da Uomini senza donne, Einaudi, Torino, 2014, cit. p. 15

Per tutto il racconto il protagonista di Drive my car continua a porsi questa domanda alla quale non riesce a rispondere: si rende conto che, per quanto possa provare a immaginare le ragioni che spingessero sua moglie a tradirlo, non potrà mai davvero scoprire la verità perché, l’unica persona a conoscerla è ormai morta. Attanagliato da questo dubbio, decide di incontrare uno degli amanti della donna: si avvicina a lui dopo le prove di uno spettacolo teatrale e gli chiede di andare a bere qualcosa insieme. L’amante, non sapendo chi fosse davvero l’uomo che aveva di fronte, inizia a parlare di questa donna; Kafuku si rende conto che quell’uomo che piange e si dispera davanti al lui era davvero innamorato di sua moglie e inizia a provare un senso di dispiacere e di pena nei suoi confronti:


«Io e quest’uomo proviamo lo stesso dolore perché abbiamo amato la stessa donna.» RYUSUKE HAMAGUCHI, Drive my car, C&I Entertainment, 2021

La domanda che Murakami fa sorgere nei lettori raccontando questa storia è perché Kafuku, pur sapendo che sua moglie lo tradiva, continuava a stare con lei e ad accettare i suoi tradimenti. In realtà la risposta è molto semplice e rappresenta l’intero fulcro del racconto: Kafuku la amava così tanto da arrivare perfino a fingere e a mentire a sé stesso pur di averla accanto:


Ciononostante io non ho mai pensato che non mi amasse. Non ho mai avuto dubbi. Oto mi tradiva con la stessa naturalezza con cui mi amava. (…) Eppure, esisteva in lei come un angolo cieco che non mi permetteva di raggiungerla. RYUSUKE HAMAGUCHI, Drive my car, C&I Entertainment, 2021

Un’importante differenza che riscontriamo tra il racconto di Murakami Haruki e il film di Ryusuke Hamaguchi è il senso di comprensione nei confronti della donna: Murakami lascia la donna e la sua coscienza come qualcosa di inarrivabile da parte dell’uomo, mentre il regista di Drive my car cerca di dare una spiegazione a questi angoli ciechi, e lo farà proprio tramite le parole dell’autista, cercando, in un certo senso, di dare una spiegazione e un sollievo ai turbamenti di Kafuku:


E se invece sua moglie fosse stata una persona assolutamente autentica? Forse non c’era niente di misterioso in lei. Sarebbe così difficile da accettare che Oto fosse così e basta? Sua moglie poteva amarla profondamente anche se spesso andava a letto con altri uomini. Questa non mi sembra né una bugia né una contraddizione. Sarebbe così strano? RYUSUKE HAMAGUCHI, Drive my car, C&I Entertainment, 2021

Un altro punto interessante del film Drive my car è che, al suo interno, si fa riferimento a un altro racconto di Murakami, Shahrazād, anche questo presente nella raccolta di racconti Uomini senza donne. Nel film, Oto inventa e racconta delle storie al marito ogni volta che fanno sesso: il compito di Kafuku è quello di ascoltare queste storie e di raccontargliele il giorno dopo, in quanto lei non le ricorda. Nel racconto, Murakami parla di una donna che, dopo aver fatto l’amore con il protagonista, gli racconta una storia: anche questa è una storia d’amore, di ossessione in cui Shahrazād, innamoratasi di un suo compagno di scuola, decide di intrufolarsi in casa sua per sentirsi più vicina a lui. Ogni volta che entra nella sua stanza, la ragazza ruba qualcosa ma, in cambio, lascia qualcos’altro, come una sorta di scambio che unisce le loro anime:


Volevo avere qualcosa di suo. Volevo portarmi a casa qualcosa che lui usava ogni giorno, che si metteva addosso. Ma non poteva essere un oggetto cui teneva. Altrimenti si sarebbe accorto subito della sua mancanza. Quindi gli ho soltanto rubato una matita. MURAKAMI H., Shahrazād, da Uomini senza donne, Einaudi, Torino, 2014, cit. p. 125

Nel suo racconto, Murakami non dà una fine alla sua storia: la donna racconta soltanto che la ragazza, con il passare del tempo, ha smesso di intrufolarsi in casa del suo compagno, ma dice anche che la storia non è finita; purtroppo, l’indomani, non si presenterà dal protagonista che, proprio come il lettore, non saprà mai come il racconto andrà a finire. In Drive my car (film), invece, viene data una conclusione a questa vicenda: l’ultima volta che la ragazza si trova a entrare in quella casa, viene assalita da un ladro che tenta di stuprarla e, per proteggersi, lei lo ucciderà:


Era successa una cosa terribile e lei era l’unica vera responsabile. Ma il mondo sembrava essere esattamente lo stesso di prima. In realtà, però, si era trasformato ed era diventato un luogo terrificante. RUYSUKE HAMAGUCHI, Drive my car

La scelta di Ruysuke Hamaguchi di inserire anche questo racconto in Drive my car serve per creare ancora più distacco tra il protagonista e sua moglie: Kufuku, infatti, era convinto che quelle storie fossero qualcosa di intimo tra lui e la donna, qualcosa che li legava profondamente, venendo poi a scoprire che, in verità, quelle erano le stesse storie che raccontava anche al suo amante mentre facevano l’amore. Questa scoperta getterà ancora di più Kufuku nello sconforto, ma servirà a farlo arrivare alla consapevolezza che anche Murakami dà al suo protagonista, ovvero quello di aver perduto la donna amata prima ancora che lei morisse. Questo amore disperato fa sì che il protagonista di Drive my car viva la sua intera storia matrimoniale come una menzogna che, fino alla morte di sua moglie, non riconosce come tale. Kafuku, infatti, crede che accettando il comportamento della donna riesca davvero a tenerla con sé, senza rendersi conto che, in realtà, quei tradimenti altro non erano che un silenzioso grido di aiuto. Soltanto dopo la morte di quest’ultima Kafuku riuscirà a uscire fuori dalla sua stessa bugia e a rendersi finalmente conto di averla persa quando era ancora in vita, proprio perché non era stato in grado di affrontarla e di aiutarla:


In conclusione, però l’ho persa, – disse infine. – L’ho persa poco per volta mentre era ancora in vita, e poi del tutto. Come se venisse lentamente erosa, finché è stata trascinata via, con tutte le radici, da una grande onda. Capisce cosa voglio dire? MURAKAMI H., Drive my car, dalla raccolta Uomini senza donne, cit. p. 30





Fonti che hanno supportato la stesura dell'articolo


MURAKAMI H., Drive my car, dalla raccolta Uomini senza donne, Einaudi, Torino, 2014

MURAKAMI H., Shahrazād, dalla raccolta Uomini senza donne, Einaudi, Torino, 2014

RYUSUKE HAMAGUCHI, Drive my car, C&I Entertainment, 2021

THE BEATLES, Drive my car, dall’album Rubber Soul, 19