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  • Mariangela Lavaia

Ben venga il piacere, Giorgia Fasoli

Ben venga il piacere. Guida pratica alla sessualità femminile (rispetto al sesso biologico) e femminista è un’agevole bussola, scritta dalla sessuologa e psicologa clinica Giorgia Fasoli, accompagnata dalla prefazione della scrittrice e attivista Stella Pulpo e in uscita a febbraio dalla curatela di leplurali editrice.


La casa editrice


Questa giovane casa editrice, nata nel 2021, colpisce per l’attenzione all’inclusione e al riempimento di buchi narrativi, e per il modo fresco e colorato con cui lo fa. Utilizza per i testi il carattere calibri, definito altamente leggibile dalla British Dyslexia Association, e carta ecologica.

Leplurali sono quattro donne, con provenienze e culture diverse, con un saper fare diverso, di diverse età, ma con un unico obiettivo: sottolineare l’unicità e bellezza e pluralità del nuovo femminile, e del dimenticato o ignorato, e includere tutte le diversità in nome dell’intersezionalità, perché è la mente che le interessa, e quella, è senza genere.

Il loro motto è «Libri femministi per menti curiose» che accompagna il simbolo della macchia che, da casuale, può fare rete e diventare segno.


Premessa e simili


«Il piacere è puro e senza pregiudizi. È la ricerca del piacere che invece può trovare degli intoppi», leggiamo nell’introduzione: il punto è l’inclusione. E il piacere, che ne ha diversi.

Ma perché una guida sul piacere femminile? Una cosa così intima, segreta, personale? Già, così intima da far vergognare, così nascosta da ignorarne i meccanismi e le parti coinvolte e così personale da far assegnare alla vulva i nomi più disparati. E questi sono alcuni degli intoppi.

È solo nell’ultimo decennio che iniziano timorosi a far capolino testi sulla sessualità femminile. E fan parlare di sé, creano scandalo, ma anche gratitudine per la chiarezza e consapevolezza che generano.

Sovviene la pubblicazione di Non so chi sei, della fumettista napoletana Cristina Portolano – già autrice di Quasi signorina – che tratta del sesso con uno sconosciuto, della propria esperienza di sessualità libera, aprendo gli occhi ai più sulla piattaforma Tinder. Anche le donne cercano e vogliono il piacere, anche quello occasionale! E questo non fa di loro – né di nessun altrə! (utilizzo il simbolo schwa a prestito dalla fonetica, in cui indica una vocale indistinta, per il tentativo d’inclusione di tutte le identità, oltre il binarismo uomo/donna, maschio/femmina -nda) – persone non rispettabili.

E, ancora, qualche anno fa per Fandango, il fumetto dell’attivista svedese Liv Strömquist, Il frutto della conoscenza. Un divertissement serio e documentatissimo sulla manipolazione storica della vulva (erroneamente detta vagina), dei problemi e malattie fatti nascere attorno a essa, della soppressione femminile per mezzo del suo stesso corpo. Secoli e secoli, o meglio, millenni, di tabu, di colpe, di cancellazioni, di leggende e superstizioni al solo scopo di dominare più della metà del genere umano, attraverso una sua componente biologica, interna, che ben si prestava al subdolo scopo: il peccato è dentro di te!

Ecco perché oggi si ha un estremo bisogno di guide femminili e femministe, di manuali, approfondimenti e narrazioni, moltiplicazioni dei punti di vista e delle esperienze: confrontandosi, raccontandosi e ascoltando, la consapevolezza di ciò che si è si espande e aiuta a trasformarsi o, semplicemente, ad autodeterminarsi.

D’altronde, solo la conoscenza permette di essere e infrangere per bene le regole. L’ignoranza è un’arma estremamente efficace di dominio, perché senza il dubbio non si lascia intravedere. E il dubbio può generarsi col confronto, ma le donne, lo sappiamo, son sempre state relegate a ruoli e spazi precisi. Spinte a dividersi, nemiche innate l’una dell’altra: divide et impera.


La guida e l’autrice


Giorgia Fasoli è impegnata in questa felice e colorata controtendenza, ereditata dalle lotte del passato e mai sopita. Dopo esperienze, in Italia e all’estero, in progetti di supporto a donne e minori maltrattati e abusati, interviene nelle scuole con l’educazione sessuale, perché certa che la divulgazione sia importante per la libertà, non solo del piacere.

Lo stile e il tono sono esplicativi e precisi. Fasoli rende la guida una chiacchierata con un’amica che ne sa più di te, senza imbarazzi né giudizi, aperta. Strizza l’occhio per creare intesa, si fa parte del discorso per rendere la trattazione intima. Si rivolge al femminile, ma non esclude una lettura maschile, anzi, la auspica. Dovremmo essere tutti femministi scrive Chimamanda Ngozi Adichie, per la quale femminista è chi, esulando dal sesso, «dice: “Sì, c’è un problema di genere oggi come oggi, e dobbiamo risolverlo, dobbiamo fare meglio”».

Da quando si è piccole e si comincia a esplorarsi, e poi adolescenti con gli ormoni che giocano, se affette da disabilità e se si sceglie di diventare madri, fino alla menopausa, che è una naturale fase della vita, e ben oltre – perché, con una vulva tra le gambe, è più facile godere e farlo più a lungo – questa guida dà un assaggio di sperimentazioni sessuali e invita a immaginarne altre.

Importante è conoscere sé, imparare ad ascoltarsi e ascoltare i/le partner, per volersi e volere bene meglio.

I contenuti più scientifici e i glossari sono segnalati visivamente e danno conto della morfologia del nostro corpo, del suo funzionamento e delle sue risposte, supportati anche da grafiche: quanti tipi di orgasmo esistono? e quanti orientamenti sessuali? cos’è il bdsm? e come scegliere un sex toy?

Le varie sezioni in cui è strutturato il testo sono aperte da colorate illustrazioni della grafica Hanna Suni, una delle plurali; sue, anche quelle del posizionario finale, che non pretende di essere il nuovo Kamasutra, ma ha il merito di consegnare un immaginario gender free.


Conclusione


Per troppo tempo ci è stato inculcato di essere secondarie, costole di un essere centrale tendenzialmente perfetto, di dover stare a lato – se non dietro! – per la fama e la fame di altri, di dover anelare continuamente a una perfezione richiesta ma inesistente, di dover competere ciecamente nel compiacere e assecondare. Il punto è sempre stato uno e unico.


parlare di sesso con le nostre amiche è importantissimo (e ci arriva l’eco il personale è politico dagli anni ’70 -nda), ma dobbiamo tenere presente che ogni esperienza è valida, non ci sono modi giusti o sbagliati e la diversità dei racconti delle nostre sorelle, se siamo sincere, ne sarà la prova. G. Fasoli, Ben venga il piacere, le plurali, 2021, pag. 101

Oggi, finalmente, si inizia a comprendere che i punti sono tanti, sono nodi d’interconnessione che moltiplicano le possibilità e possibili grazie a sguardi polisemici sempre più aperti alla varietà del mondo. E il grande contributo di questa guida sta proprio nel percorrere questa via, sdoganando i corpi e la bellezza che donano.

Ben venga il piacere. Ben venga la consapevolezza per goderlo. Ben vengano queste pubblicazioni! (nella logica attuale, in sequenza inversa). Da regalarsi e regalare.



Fonti che hanno supportato la stesura dell’articolo


Adichie C. N., Dovremmo essere tutti femministi, Einaudi Editore, Torino 2014

Ciciarelli R., “Il Personale è politico”: storia e significato dello slogan femminista, Bossy, 30 agosto 2019 https://www.bossy.it/il-personale-e-politico-storia-e-significato-dello-slogan-femminista.html

Costantino S., La casa editrice effequ e lo Schwa: la conoscenza deve essere alla portata di “tuttə”, il Fatto Quotidiano, 7 ottobre 2020

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/10/07/la-casa-editrice-effequ-e-lo-schwa-la-conoscenza-deve-essere-alla-portata-di-tutt%c9%99/5955004/

Fasoli G., Ben venga il piacere. Guida pratica alla sessualità femminile e femminista, leplurali editrice, Morlupo (RM) 2022

https://lepluralieditrice.net/categoria/collane/bussole/

Portolano C., Non so chi sei, Rizzoli

__________ Quasi signorina, Topipittori, Milano 2016

Strömquist L., Il frutto della conoscenza, Fandango Libri, Roma 2017