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  • Claudia Manildo

Annientare, Michelle Houellebecq

«Avremmo avuto bisogno di meravigliose menzogne» così si conclude l’ultima pubblicazione di Michelle Houellebecq per la Nave di Teseo, Annientare. Il romanzo di oltre 700 pagine ha spaccato il pubblico di affezionati allo scrittore a metà: chi l’ha considerata la migliore opera in assoluto, chi invece ha riconosciuto un Michelle diverso, che ha perso la sua forza.


Lo stile inconfondibile di Houellebecq questa volta ci ha proposto la storia di solitudini, incredibilmente attuale ma catapultata in una realtà futura, nel 2027. Paul e Bruno aprono la storia: il primo, il protagonista, è il consigliere di Bruno, politico e Ministro all’economia che si candiderà alle presidenziali. Entrambi sono soli, ma ognuno a modo suo: Bruno perché sua moglie l’ha tradito e dopo la separazione non riesce a creare rapporti con altre donne; dall’altra parte Paul è ancora sposato con Prudence, ma il suo matrimonio è totalmente alla deriva dell’indifferenza.


Il romanzo inizia come un Thriller con misteri da risolvere e disegni da decifrare, ma verso le ultime 300 pagine il lettore si rende conto che il vero senso della storia è la presa di coscienza finale del protagonista.

Una nave affonda, diversi gli attentati, i sogni di Paul descritti minuziosamente: il lettore si ritrova sperso in un mare nozionistico che scorre veloce pagina per pagina, inglobandolo come un turbine. Paul ci mostra le sue paure insensate e slegate dal reale, aprendo la porta del suo inconscio. Il reale nel libro diventa proprio l’insensatezza onirica a cui il lettore vorrà trovare senso a tutti i costi immedesimandosi per un attimo in Interpretazione dei sogni di Sigmund Freud.

L’incipit apre infatti Annientare con un sogno di Paul: il pianeta muore di freddo, è una realtà alterata nella quale il governo non esiste più. Si ritrova su un treno che è alla deriva perché non c’è più nessuno a guidarlo. È un treno di ritorno a casa ma tutti sono consapevoli che i loro cari moriranno o sono morti già. Probabilmente è proprio qui il significato nascosto nel sotto-testo: in una società che va alla deriva, l’insignificanza di tante vite immerse in un tessuto sociale superficiale nel quale non riescono a trovare senso, e la risposta alla fine verrà trovata solo di fronte alla morte.


Le relazioni sentimentali nella società contemporanea di Houellebecq


L’autore propone la storia di un matrimonio ormai fatto di timide indifferenze nel quale si trova a vivere il protagonista che si avvia verso i 50 anni senza ancora riuscire a dare senso alla sua vita troppo piatta. I rapporti di sesso nudo e crudo, specifici dei testi di Houellebecq, in Annientare prendono un senso diverso, che trasporterà il protagonista lungo un percorso interiore più umano che carnale. «Gli asessuati si stavano moltiplicando, lo provavano i sondaggi» si legge, ma la carnalità è un focus fondamentale per lo scrittore perché darà senso alla storia d’amore tra Paul e Prudence.


Annientare propone una profonda riflessione sulla solitudine


Nei pressi della stazione ferroviaria, nel 2027, ci sono ancora le brasserie aperte fino a tarda notte, per i viaggiatori solitari, ma non riescono mai a convincerli di «avere ancora un loro posto in un mondo accessibile, umano e caratterizzato dalla cucina familiare»: è questa la profonda solitudine raccontata da Houellebecq, simile a quella di Paul e di Prudence e a quella di Bruno. «Non esistono relazioni a lungo termine» spiega lo scrittore con cinismo. «La vita stessa non prevedeva soluzioni a lungo termine». I personaggi di Annientare cercano di sperare in un futuro, ma la società di oggi non riesce neanche a guardare il presente. Il protagonista maturerà nel corso del tempo e capirà l’errore soltanto sul finale.


Il profondo legame tra Michelle Houellebecq e Paul in Annientare


In Paul c’è sicuramente anche un po’ dell’autore. Non si tratta di un romanzo autobiografico e il protagonista non è onnisciente: scopre le cose durante la trama, maturando consapevolezza su se stesso e sulla sua condizione. Houellebecq, invece, quel percorso lo ha già fatto, ma lo guarda dall’esterno, sa che adesso è già diventato letteratura.

All’inizio il suo personaggio non prova amore, lo scrittore arricchisce i pensieri di Paul con riflessioni che si distaccano dalla storia, come uno spettatore esterno, con l’andare avanti della trama i due pensieri diventeranno coincidenti…


La figura della donna in Houellebecq


Da sempre criticato come maschilista e conservatore, Houellebecq dà un ruolo importante alle sue donne ma sempre dietro l’idea bigotta di un’immagine salvifica. Anche in Annientare si parla di ‘puttana’, di donna oggetto, attraverso un linguaggio spesso utilizzato per oggetti inanimati, macchine e automi. Paul ignora sua moglie, così come ignora il suo stesso vivere; in fondo sarà Prudence a capire come stargli vicino. «Prudence si stava sforzando, cercava coraggiosamente di ritrovare un contatto con le cose»: c’è un intento di ascolto, di contatto, quello di Annientare è un mondo che chiede aiuto silenziosamente, cercando di ribellarsi invano agli automatismi del quotidiano. Solo l’amore potrà salvarli. È qui il cambiamento dell’autore: non è più Houellebecq cinico, spietato e distaccato di Serotonina.


Annientare propone un movimento verticale: si sale e si scende nel ripetitivo quotidiano


Il personaggio si muove spesso all’interno di palazzi con tanti piani, lui prende ascensori, scende e sale. Sono gli stessi piani che Paul dovrà cercare di raggiungere spiritualmente. Il movimento verticale torna anche con la malattia, ma soprattutto nel mondo onirico. La scalata sociale di Paul lo porta a intrappolarsi in un movimento alto-basso: l’andare in alto invece di riempirlo svuota la sua vita rendendolo sempre più solo e distante dagli affetti.


La politica di Houellebecq


Lo scrittore anche questa volta ripropone la sua genialità da provocatore: inserisce tra le righe di Annientare la politica sfatta del nostro contemporaneo. È una politica morta, ormai incapace di imporsi sulle altre sfere, non può cambiare realmente qualcosa, è inerme. Non a caso il libro è ambientato nel periodo delle presidenziali del 2027 ed è stato pubblicato proprio durante l’attuale scontro Macron – Le Pen. C’è un forte riferimento anche alle politiche attuali di Stati Uniti e Cina che potrebbero portare il mondo «verso un conflitto militare catastrofico» (Non c’è del profetico in tutto ciò?).


A che serviva installare il 5g se non si riusciva semplicemente più a entrare in contatto e a compiere gesti essenziali, quelli che permettono alla specie umana di riprodursi, quelli che ci permetto anche, a volte, di essere felici? Houellebecq M., Annientare, La Nave di Teseo, 2022

Riflette Houellebecq attraverso i discorsi dei personaggi. È qui la piaga di politiche svilenti e inadeguate che ci trascinano lontano dal nostro stesso essere umani.


I protagonisti di Annientare come numeri primi


Anche nel testo di Annientare si fa riferimento ai numeri primi. I protagonisti sono i veri numeri primi, nonostante Houellebecq lo lasci sottinteso calandoli in un ‘2027’, numero divisibile solo per 1 e per se stesso. Torna quindi la genialità dell’autore: «Aveva sempre considerato il mondo come un posto in cui non sarebbe dovuto essere, ma che non aveva fretta di lasciare, per il semplice motivo che non ne conosceva altri», è questa l’immobilità dell’esistere di Paul, che non riesce seriamente a pensare di vivere. «Possibile che gli altri fossero per lui sempre e solo una presenza fantomatica, circoscritta, che solo occasionalmente aveva accesso alla sua coscienza?» si interroga il protagonista, così come probabilmente si è interrogato Michelle, che preferisce la notte al giorno e la solitudine riflessiva alla socialità. Il nichilismo europeo già presentato da Nietzsche è anche un nichilismo moderno, spiega l’autore, non comprende solo l’Occidente ma anche i paesi asiatici, è una piaga che toglie l’attenzione dal passato, ma che non fa sperare neanche nel futuro: Dio è morto e questa sembra anche essere l’unica religione di Houellebecq. «Svilire il reale, svalutare il passato per preferirgli una virtualità situata in un vago avvenire».


Michelle Houellebecq e la nuova letteratura europea


A dichiararlo è Marco Missiroli: la letteratura di Michelle Houellebecq è una forma nuova che non si basa più sul complemento oggetto, bensì sul soggetto stesso, scardinando la letteratura di Orwell e superando la critica contemporanea. Il suo disprezzo per la società non è un giudizio: pone il lettore davanti allo sdegno senza mai giudicarlo, l’opinione si dispiega nella vita dei protagonisti.


Houellebecq di Annientare è maturato


Non si sa se si stratta di una maturazione personale oppure, in un certo senso, di un rassegnarsi, un acquietarsi della sua rivoluzione. In Annientare ritroverete lo stesso livello stilistico che caratterizza da sempre Michelle Houellebecq, con le sue descrizioni illuminanti sulla società, ma in questo caso la trama sarà appesa e spersa tra i tanti frammenti di vita di Paul. Probabilmente l’autore si ritroverà a ordinarli per accettazione sommessa, senza dare troppe spiegazioni al lettore. In Annientare la trama a volte avrà buchi che faranno perdere in vuoti cosmici ma lo scrittore ha avuto la maturità di aprire del tutto se stesso al suo lettore, facendolo calare nel profondo dei suoi pensieri più bui; benvenuti nel caos: «Non credo fosse in nostro potere cambiare le cose», «No tesoro, avremmo avuto bisogno di meravigliose menzogne».



Fonti che hanno supportato la stesura dell’articolo


Houellebecq M., Annientare, La Nave di Teseo, 2022